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ArroNet Produzioni
v. 3.3
Attrezzatura

In ogni produzione a basso costo, un minimo di attrezzatura è proprio necessario acquistarla, ma molte cose è possibile - ed anche molto divertente - provare a realizzarsele da sè!



Indice

Il Carrello Autocostruito   Indice

Stiamo sperimentando questa diavoleria tecnologica fabbricata in casa. Si tratta di tubolari di ferro cavi, sistemati su sostegni di legno scanalati con una fresa, su cui corre un carrellino di legno. La chiave di volta sono di certo le ruote, il nostro prototipo ne ha 16, che poggiano diagonalmente sui tubolari, in modo da scaricare il peso nel modo più omogeneo possibile. Le ruote sono fissate su due angolari di ferro molto robusto saladati sulla base della tavola di multistrato da 20mm. Le dimensioni del carrello sono di 100x70x2 senza contare l'ingombro di ruote e binari. Il bello dei binari è che sono componibili, quindi volendo si raggiungono facilmente anche i 15-20m di lunghezza. I risultati ai primi test sono stati davvero soddifacenti. Ottimo sui movimenti medio-veloci, buono sui movimenti lenti, da studiare ancora con un po' d'attenzione i movimenti composti (ad esempio movimento del carrello + ruotazione della mdp) anche perchè per adesso abbiamo testato il carrello con operatore a terra: il che complica l'azione sul cavalletto ma rende fluida la traslazione.



Giraffa economica ed efficace   Indice

La giraffa per la cattura audio l'abbiamo realizzata modificando un'asta di alluminio telescopica molto leggera e robusta, pagata 8€ in ferramenta, originariamente concepita per pitturare pareti e soffitti. Con un abile lavoro di artigianato, il mio socio ha rimosso l'impanatura di plastica originale, l'ha sostituita con un piccolo cilindro di legno fissato con una vite, e ha infine bloccato sul cilindro di legno un piccolo adattatore per pinze microfoniche (dal prezzo irrisorio, anche se può non essere facile trovarlo) ancora con una vite autofilettante. Dopo il primo test ci riteniamo ampiamente soddisfatti della giraffa anche se ha un piccolo inconveniente: malgrado la lunghezza dell'asta sia regolabile con una manopola che stringe i due cilindri, se non la si regola al massimo della lunghezza o quasi, c'è il rischio che il segmento di asta ancora all'interno colpisca le pareti interne dell'altro segmento, il chè può provocare spiacevoli rumori, anche perchè i mic a condensatore sono molto sensibili.



Mixer Luci   Indice

Potrebbe sembrare uno strumento superfluo, ma in realta' puo' aiutarci in molteplici situazioni. Pensate al tempo risparmiato a collegare e scollegare cavi, magari per non sprecare corrente durante una pausa (vi assicuro che gia' due fari alogeni da 500W iniziano a far girare velocemente il contatore) oppure perche' si ha un inconveniente improvviso, come la caduta di un faro, che ci obbliga a staccare improvvisamente la tensione. Inutile dire che i mixer luci (che chiamerei piu' propriamente consolle di controllo luci) costano un occhi della testa... allora che facciamo? Ce ne costruiamo uno da soli! Naturalmente tenendo conto del budget (tendente sempre a zero) e della roba che si trova in giro... oggi l'occhio e' caduto su una serie di interruttori di potenza (380v 16A max) ormai dismessi perche' non piu' rispondenti alle vigenti norme di sicurezza (recuperati). Fissati su una base di legno (rigorosamente recuperato) li abbiamo cablati con dei cavi e prese di corrente ahime' non recuperate... spesa 18€. Nel nostro caso abbiamo sei interruttori indipendenti che comandano ognuno una presa di corrente dove andranno collegati i fari. Il tutto risponde ad un interruttore MASTER che stacca la tensione a tutto il mixer luci. Inutile? Per ora lo proviamo, se poi non va lo smontiamo e lo convertiamo per qualche altro uso... e' il bello delle cose costruite da soli!



Il Cavalletto   Indice

In ordine di importanza, subito dopo la macchina da presa, il cavalletto e' senz'altro lo strumento piu' importante per girare. Cosa ci fa distinguere le immagini di un servizio di un telegiornale, da una cresima, di un matrimonio... da un film? Oltre che i tempi dell'otturatore sono le immagini piu' o meno tremanti unite alla costituzione dell'inquadratura. Il cavalletto e' la chiave di volta per molti aspetti: una bella inquadratura e' molto meglio (secondo me) di una serie di smagheggi piu' o meno arditi fatti a mano libera da uno che non ha l'attrezzatura per farli. Un bello steadycam potrebbe risolvere tutti questi problemi o buona parte di essi... ma quanto costa? e se ne fai uno artigianalmente funziona davvero? alla prima domanda posso rispondere, anche 2000€, alla seconda rispondero' quando provero' a costruirne uno. Un buon uso di immagini a mano libera unite a belle inquadrature fatte con il cavalletto potrebbe essere un buon punto di incontro. Il cavalletto rimane sempre un punto sensibile: come fare? Comprare un cavalletto serio puo' portare via una cifra parecchio elevata, ma e' anche l'unico modo per fare delle riprese fluide senza gli "scatti" visibili specialmente con lunghe focali sui cavalletti cinesi in plastica e latta. La ArroNet Produzioni ha temporaneamente risolto trovando in prestito un super cavalletto con testa fluida (Vinten Vision 5 su treppiede Manfrotto). Mai usato (o usato due volte) ha ancora le ditate di grasso dell'operaio che lo ha assemblato in fabbrica. Fino ad ora lo abbiamo usato poco, ma abbiamo subito capito che senza quel coso non si puo' pretendere troppo dalle proprie riprese... Per ora possiamo solo ringraziare con tutto il cuore chi ce l'ha prestato.



Registratore Audio   Indice

Fino a qualche mese fa, anche per la cattura dell'audio in presa diretta usavamo strumenti in prestito... Almeno in quel campo invece, ultimamente ci siamo forniti di apparecchiature autonome. L'audio viene registrato separatamente dal video con due Mic AKG C1000S e un registratore digitale multitraccia Korg D888. Registrare l'audio separatamente ha molti vantaggi e svantaggi: il motivo principale per cui noi ne abbiamo sentito la necessità è certamente il livello qualitativo (con il Korg D888 abbiamo un audio pulitissimo e in qualità CD (stereo, 44khz 16bit)); inoltre avere la telecamera svincolata dai microfoni garantisce una maggiore libertà di movimento sul set. Ovviamente lo svantaggio maggiore è la necessità di usare un ciak per rendere possibile la sincronizzazione in fase di montaggio. Quest'ultima, dopo ripetuti esperimenti, ha dato molti meno problemi del previsto; con pochi minuti di lavoro si sincronizzano facilmente una trentina di ciak su un girato di circa mezz'ora. L'aspetto delicato della faccenda sta tutto nell'uso del ciak: basta rispettare delle semplici regole. Ad esempio il ciak va sempre tenuto aperto e dopo il colpo (secco e senza rimbalzi) il ciak va portato subito fuori dal campo visivo della telecamera lasciandolo serrato. Con questa accortezza è molto più facile a livello visivo ritrovare in sede di montaggio il punto esatto in cui è avvenuto il ciak. Se poi il colpo è sufficentemente secco e forte, anche nella traccia audio è facile rintracciarlo, non tanto a livello acustico, ma semplicemente dando un'occhiata all'aspetto grafico della traccia.



Filtri di Conversione   Indice

Girare con la luce artificiale insieme alla luce solare che entra da una finestra? Provateci! Vedrete che bel risultato! O si chiudono le serrande e si gira solo con quella artificiale, o si gira solo con quella naturale. Entrambe le possibilita' hanno i pro e i contro: girando con la luce proveneinte dalla finestra si ha bisogno di meno luce artificiale, ma le luci sono diverse. Quella artificiale (la piu' economica e a nostra disposizione) e' gialla quella dell'esterno e' azzurra. Girare solo con quella artificiale e' bruttino... ci servono piu' lampade, il protagonista tiene chiuse le finestra in pieno giorno... allora che fare? Si possono usare dei filtri di conversione. Sono filtri che una volta applicati scaldano o freddano la luce, anzi, piu' precisamente modificano la temperatura di colore. Senza dilungarci diremo che la luce tendente al rosso e' "fredda" mentre quella tendente al blu e' "calda". E' al contrario direte voi. Invece no, nel nostro campo le temperature di colore piu' alte (intese in K, ovvero "gradi Kelvin") sono quelle raggiunte da un corpo nero portato ad altissima temperatura. E' una convenzione, nessuno si sognerebbe mai di scaldare un qualche cosa, se mai fosse possibile, per misurare le temperatura e vedere di che colore e'... si parla di decine di migliaia di gradi Centrigradi equivalenti, quindi non realizzabili nel garage sotto casa immagine. Insomma, il filtro di conversione azzurro lo metti davanti alla luce alogena, lui fa il suo lavoro e la temperatura di colore si innalza! Eh. Cioe'? Cioe' da gialla diventa azzurrina, come quella solare. Tecnicamente con un filtro Lee 281 3/4 CTB passi da 3200K a 5000K. Ricordiamo che la luce solare e' sui 5500K, quella del cielo nuvoloso sui 6500K e quella del tungsteno intorno ai 3000K. Unendo piu' filtri, usando diverse lampade, si hanno diverse temperature. Non e' una roba standard che calcoli a tavolino... lo puoi anche fare, ma le condizioni reali sono sempre diverse, da situazione in situazione. Il problema piu' grosso che ho ora? Non far sciolgiere i filtri davanti ai fari; resistono un po', ma alla fine cedono anche loro e essendo tutt'altro che economici vorrei che non succedesse.



Il Ciak   Indice

La prima domanda da porsi è "a cosa serve esattamente il ciak?". Stranamente e' un oggetto la cui immagine e' ben nota anche se non si e' mai visto chiaramente; si conosce come si usa, ma non si sa a cosa serva.

Quindi diciamolo chiaramente: per chi registra il video e l'audio separatamente (ad es. usando una telecamera e un registratore audio), il ciak serve a sincronizzare l'audio e il video in fase di montaggio. E' dunque fondamentale il suo aspetto esteriore (componente video) e il suono che emette (componente audio). In fase di montaggio dovremo trovare sulla traccia video il frame esatto in cui l'asta superiore del ciak colpisce il corpo inferiore, la breve porzione di audio rispondente al suono del ciak e sincronizzare questi due momenti su una comune traccia temporale. Funzione secondaria, ma non di minore importanza, è quella di focalizzare l'attenzione dello staff tecnico e degli attori sulla scena che si sta per girare. L'operazione in fase di montaggio è molto più facile di quello che sembra, a patto però che si rispettino delle semplici norme, che abbiamo deciso di mettere nero su bianco dopo i primi tentativi.

  • Chi usa il ciak deve sapere a cosa serve!
  • Il ciak entra in campo tra 'motore' e 'azione' e, dopo il colpo, ci resta per il più breve tempo possibile.
  • Il ciak si posiziona in modo tale che sia ben visibile nell'inquadratura e che non sia lontano dai microfoni.
  • Quando entra in campo il ciak è sempre aperto.
  • Prima del colpo chi usa il ciak pronuncia a voce alta i dati di riferimento della scena, qualora sia stata codificata, e tutte le varie informazioni sulla scena che si sta per girare che possono essere utili a chi farà il montaggio.
  • Il colpo del ciak è sordo, forte e senza rimbalzi.
  • Quando esce dal campo il ciak rimane serrato.

Realizzare il Ciak
Quello che stiamo utilizzando, e che abbiamo realizzato artigianalmente, ha le dimensioni canoniche dei ciak professionali ovvero 27,9x24,1 cm. Il prezzo di un ciak si aggira intorno alle 100€ ma la nostra sfida e' di contenere le spese entro le 10€. Siamo partiti da due listelli da 25x30x280 mm in legno duro e pesante, nel nostro caso rovere, gentilmente concesse da Gigi, il nostro falegname di fiducia. Successivamente abbiamo montato due cerniere di ottone accuratamente scelte per la precisione del loro movimento (prezzo 6€). Questa e' la parte piu' delicata perche' la precisione dell'accoppiamento permettera' al ciak di emettere un suono deciso e secco senza rimbalzi. Successivamente va predisposto un incasso per montare la lavagnetta sottostante. Noi abbiamo utilizzato una lavagna magnetica con pennarello cancellabile. Per avere una colorazione intensa e resistente agli urti e al tempo, sono state stese due mani di vernice di fondo poi stuccate e carteggiate. Le bande bianche e nere le abbiamo fatte a spina di pesce, realizzandole con vernice e nastro da carrozziere. Inoltre stiamo pensando di mettere anche un riferimento luminoso, ovvero due led ad alta luminosità comandati da un microswitch che si accendono quando il ciak si chiude.



Luci   Indice

La luce: una cosa che vediamo tutti i giorni. Ma cosa e' la luce? Fisicamente e' formata da particelle chiamate fotoni che partono da una sorgente luminosa e viaggiano in linea retta. Carino vero? Anche semplice. Le faccende si complicano un po' quando vogliamo capire cosa sono i colori. Perche' una foglia e' verde? e perche' il carbone e' nero? e perche' lo specchio funziona? Cosa ci frega dira' qualcuno. Invece ci frega, perche' se vogliamo giocare a fare a registi e attori (un po' come guardie e ladri) dovremmo capire perche' quando accendiamo la telecamera e riprendiamo alla rinfusa il cagnolino che corre o il figlioletto che gioca, le luci dentro casa sono gialle, la luce che viene dalla finestra e' azzurra, la luce del neon e' verdina ecc. La domanda universale e': PERCHE'? Se non ci fossimo posti questa domanda a partire da qualche millennio fa non saremmo sicuramente quello che siamo oggi. Saremmo delle salamandre, dei protei, privi di occhi, ignari di quello che ci circonda, superstiziosi, offuscati dalla religione. Fortunatamente la domanda qualcuno se la pone ancora e non si accontenta di subire passivamente quello che gli succede. Nel nostro caso mettendo la telecamera in manuale, incappiamo nei problemi sopracitati. La domanda universale si presenta la prima volta che vediamo il video appena girato. La risposta piu' semplice e' "la prossima volta la metto in automatico, almeno io non mi sbaglio piu'". Soluzione validissima che ci porta allo stadio di proteo. A parte le note colorite che ho dato a tutto il messaggio, lavorare con la piena consapevolezza e conoscenza delle reazioni che ha la macchina da presa in condizioni diverse e' indispensabile. Le condizioni ambientali cambiano in continuazione a seconda dei set e delle location che scegliamo. Capire "quanta roba" entra nell'obiettivo; conoscere quanto e' ampio il nostro grandangolo (piu' propiamente alla lunghezza di focale minima) condiziona non poco le scelte registiche. In definitiva le luci FAI-DA-TE sono i fari alogeni che vengono usati per illuminare cantieri, giardini... e set cinematografici :). In offerta costano 9.90€ (da 500W).



Slow Motion su Premiere CS3 con sorgente a 99fps   Indice

Rallentare un video non signfica necessariamente ottenere un effetto slow motion. Per avere una certa padronanza dell'effetto slow motion è importante conoscere bene:

  • - Il numero di fps del video sorgente
  • - Il numero di fps della timeline in cui si sta lavorando

Se giriamo una scena con uno scan progressivo a 25fps e importiamo il video in una timeline a 25fps, ogni frame del nostro girato avrà una posizione precisa nella timeline, non ci saranno frame persi né frame artificiali. Se andiamo a modificare la velocità di riproduzione di questo video possiamo ottenere due risultati:

  • Velocità >100%: perdita di frame
  • Velocità <100%: creazione di frame artificiali

Entrambi i risultati alterano la percezione del movimento e più ci scostiamo dalla velocità a 100% in entrambe le direzioni, più il video risulterà scattoso, per colpa della "distanza" irregolare tra un frame naturale e un altro. Ad esempio, se numeriamo i frame di un secondo di girato da 1 a 25 e riproduciamo il video al 100% della velocità, vedremo i frame seguirsi nell'ordine naturale 1-2-3-4-5...; se riproduciamo il video al 200% della velocità la sequenza sarà invece 1-3-5-7-9... ossia perderemo la metà dei frame naturali; se riproduciamo il video al 50% della velocità otterremo la sequenza 1-1bis-2-2bis-3-3bis-4-4bis... il programma di editing video genera infatti frame artificiali (copie esatte dell'ultimo frame naturale disponibile) come "tappabuchi" quando non trova più frame naturali.

Rallentando un video in questo modo non si ottiene certamente il fluido effetto slow motion tanto desiderato; per ottenerelo invece dobbiamo avere a disposizione un video con un frame rate più elevato di quello della timeline di editing e portare la velocità non al di sotto della soglia limite oltre la quale il programma di editing comincerà a generare frame artificiali. Per tornare al nostro esempio, se abbiamo a disposizione un video con un frame rate di 50fps e lo riproduciamo al 100% della velocità in una timeline a 25fps, i fotogrammi saranno in sequenza 1-3-5-7-9... e riproducendolo invece al 50% della velocità saranno in sequenza 1-2-3-4-5... senza fotogrammi artificiali. I fotogrammi artificiali quindi cominceranno a comparire al di sotto del 50% della velocità.

Il modo migliore per avere a disposizione un video sorgente a frame rate elevati è quello di avere una telecamera che cattura video a frame rate elevati, ma a noi comuni mortali ci viene in soccorso Twixtor.

Twixtor è un plug-in per After Effects della RE Vision in grado - tra le altre cose - di generare frame artificiali non identici all'ultimo frame naturale disponibile, ma sulla base di una comparazione molto complessa dell'ultimo frame naturale disponibile e il seguente. Questo procedimento ci permette di avere su timeline a fps elevati, frame artificiali molto simili a quei frame naturali che la nostra telecamera non cattura.

Poichè un'automazione dinamica della modifica temporale di un video in After Effects può non essere intuitiva, è consigliabile unire le potenzialità di Twixtor in After Effects con quelle di Premiere Pro CS3, che ci permette una modifica della dimensione tempo molto intuitiva e facile da sincronizzare ad esempio con una traccia audio o con altre tracce video.

Schematizziamo quindi una pratica procedura per ottenere e controllare facilmente l'effetto slow motion sul nostro video a 25fps:

  • Su After Effects impostiamo un nuovo progetto su base codice di tempo a 100fps (dal menu file)
  • Creiamo una nuova composizione specificando la frequenza fotogrammi a 99fps
  • Importiamo il nostro video grezzo a 25fps e lo inseriamo nella composizione
  • Applichiamo Twixtor 4.5 al video, specificando tra le impostazioni gli fps esatti del video sorgente (in questo caso 25)
  • A questo punto possiamo notare scansionando il video frame per frame, che ogni secondo sono presenti 99 frame uno diverso dall'altro; 25 di questi frame sono frame naturali, i restanti 74 sono generati da Twixtor.
  • Esportiamo il video in un file avi non compresso, impostando ancora il valore dei fotogrammi al secondo su 'Ad hoc', quindi specificando 99, ed otterremo un file avi di dimensioni piuttosto grandi in cui il nostro video a 25fps è diventato un'ottima approssimazione di un video a 99fps.
  • Adesso non ci resta che importare il video così ottenuto su Premiere CS3 in una timeline a 25fps e cominciare a giocare con il tool 'modifica tempo'. Rallentando il video, i frame generati da Twixtor salteranno magicamente fuori, regalando un fluidissimo effetto slow motion.

E' consigliabile comunque lavorare con piccoli spezzoni di video anzichè con video lunghi: meglio spezzare il nostro video in piccole sequenze da 10 secondi ciascuna, lavorarle singolarmente con After Effects e Twixtor e riunirle infine su Premiere CS3, in modo da alleggerire il già oneroso lavoro di calcolo.