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Diario di Viaggio 2005
Interrail globaleFrancia, Germania, Polonia, Repubblica Ceca. Versione non censurata, fedele al cartaceo al 100%. Il diario è stato redatto nelle date specificate, interamente da me (Matteo), ad eccezione di un breve intervento di Luca. I commenti post-viaggio sono miei (in giallo) e di Michele (in verde) Indice
Acquisto biglietti Indice 29 Luglio 2005 - TERNI - Km 0 ACQUISTO BIGLIETTI - Ci rechiamo in biglietteria io e Michele (Prox, impegnato in un importante lavoro di carpenteria, ci affida soldi e passaporto). Acquistiamo 3 biglietti Interrail GLOBALI, al modico prezzo di 385€ l'uno (!!!), così come avevamo deciso la notte scorsa, passata a valutare le varie soluzioni di viaggio. L'idea originale era quella di acquistare il biglietto solo della zona relativa a Germania e Paesi dell'est, ma al momento dell'acquisto ci spiegano che avremmo speso esattamente come un biglietto globale perchè la tratta Roma-Brennero ci costava circa 100€. Così abbiamo deciso di comprare il globale e quindi di ridisegnare l'intero viaggio. Introduzione: mi ritrovo finalmente con un po' di tempo libero (che non e' libero ma lo libero comunque), per poter terminare questa fantastica "macchina del tempo" che Matteo ha scrupolosamente redatto durante il Viaggio dell'estate 2005. La chiamo macchina del tempo proprio perche' e' capace, leggendo poche righe, di riportarti in quegli indimenticabili momenti vissuti gomito a gomito da tre amici. Dopo questa breve introduzione rientro nell'ottica del "completamento" dell'opera, riportando ora, a distanza di un anno (oggi e' il Luglio 2006), quelle emozioni che reputo una parte importante della mia vita e della mia esperienza. Il problema fondamentale da affrontare era soprattutto capire quanto tempo avremmo impiegato, cosa avremmo dovuto portarci dietro, quanti soldi ci sarebbero serviti... in questa fase del diario comunque eravamo gia' tutti sicuri e decisi a partire. Zaini Indice 31 Luglio 2005 - ARRONE - Km 0 ZAINI - La situazione è grave. Due terzi dei nostri zaini non sono pronti e l'unico che lo è (il mio) è pesantissimo e pressochè inamovibile. Stiamo valutando l'idea di portare la chitarra, ma la cosa sarebbe non poco sconveniente, a causa delle difficoltà di bagaglio. Michele è preoccupato, Prox latitante alterna momenti di disperazione a brevi istanti di eccessiva ilarità; ha accusato delle coliche nervose ma sembra reagire bene alla terapia proposta da Luigi (il figlio del farmacista!). L'itinerario è pressochè ultimato, anche se, come dice Michele, se ne portiamo a termine un quarto sarà già molto! Le tappe che abbiamo previsto sono (nell'ordine): Carcassonne, Parigi, Bruxelles, Berlino, Danzica, Varsavia, Cracovia, Praga, Budapest, Vienna... e scusate se è poco! Considerando che non abbiamo esperienza di Interrail e che la tratta Orte-Roma aveva recato a me e Michele una noia mortale (50km...) non mi immagino proprio quello che saremo in grado di fare! Citazione del servizio informazioni FS di Roma: "...VE FATE 'A CARTA VERDE...VE GIRATE L'ITALIA COR DIECI PERCENTO DE SCONTO...SENNO' V'ANNATE A ROPPE LI COJONI IN INTEREIL...FREGA 'N CAZZO..." Beh l'itinerario effettivo è stato un po' meno lungo di quello immaginato, anche se in realtà quelle proposte erano eventualità di destinazione anzichè tappe ben definite. Va sottolineato che prima di partire avevamo elaborato un documento di circa 20 pagine con riportati tutti gli ostelli di ogni città, orari ferroviari, indirizzi, numeri di telefono che non abbiamo mai utilizzato. E' servito solamente ad alleviare i timori pre-partenza, tutte le informazioni che ci sono servite durante il viaggio le abbiamo ricavate da Internet. Fortunatamente la decisione finale è stata quella di portare la chitarra, protagonista importante del viaggio, almeno per me, anche se i momenti di impaccio in metropolitana e altri luoghi angusti sono stati molti. I giorni prima della partenza erano stati per me molto importanti per organizzarmi mentalmente e predisporre tutto quello che doveva accompagnarmi nel Viaggio: avevo fatto una rigorosa lista con il numero preciso di calzini, di prodotti per l'igiene, dei documenti... che ho seguito scrupolosamente. Una cosa del genere e' parecchio comoda anche perche' se scritta prima dell'inevitabile stress pre-partenza ti evita dimenticanze dell'ultimo minuto, che infatti non si sono verificate. Ero molto preoccupato specialmente per la durata degli spostamenti in treno! Cavolo, io per andare a Roma in treno gia' soffro come un cane in una macchina sotto il sole, invece oggi sto per partire per un viaggio che non so nemmeno quanto durera'... una confusione... In questa fase il Prox e' latitante; veniamo a conoscenza che durante la tinteggiatura di alcune travi di legno, si e' rovesciato addosso un barattolo di "mordente noce" che ha impreziosito la sua pelle con bellissime striature marroni... non sappiamo se il suo zaino e' pronto, non sappiamo se abbia ancora intenzione di venire... boh! Piu' tardi ci ha confessato che si era convinto a fare il biglietto perche' io gli avevo detto che fino al giorno prima della partenza era parzialmente rimborsabile... La sera prima della partenza Indice 02 Agosto 2005 - ARRONE - Km 0 La sera prima del viaggio si fanno strani pensieri: se ne va anche un po' la voglia di partire e l'entusiasmo iniziale diventa ansia e la mente è occupata solo da mille pensieri e preoccupazioni. Fuori piove, sembra che si prepari il temporale, o forse fa solo finta; come noi, che ne pensiamo tante e non combiniamo niente. Ma no... stavolta è diverso, stavolta andiamo fino in fondo, partiamo davvero! Lo zaino è pronto e molto pesante, ma non è niente di impossibile da trasportare. Non abbiamo saputo rinunciare alla chitarra, ma ho preso la più piccola: è leggera e va bene lo stesso. Spero che ci saprà allietare il peso dei lunghi viaggi in treno che ci attendono. Da un paio di giorni non sento Luca, spero stia sereno e pronto. Con Michele oggi abbiamo trovato un sito di ostelli migliore di quello suggeritoci da Carcassonne: sembra che ci sia buona disponibilità. Ecco... il temporale è arrivato davvero, mi lascerò cullare dal suo suono questa notte... domani si parte! Partenza Indice 03 Agosto 2005 - ROMA TERMINI - Km 112 Con il treno delle 16.33 arriviamo puntuali a Roma circa un'ora dopo. Il largo anticipo rispetto all'EN per Nizza è dovuto al fatto che volevamo trovare una guida agli ostelli d'Europa nella libreria della stazione, ma non c'era. Allora abbiamo deciso di andare alla sede dell'AIG, ma la grande fortuna che abbiamo avuto nel trovarla (Via Cavour è vicinissima) è stata accompagnata da una sfortuna incredibile perchè erano le 18.20 e lo sportello dell'AIG chiudeva poco prima. Adesso sono le 21.30, abbiamo cenato da poco e stiamo aspettando il treno per Nizza. Al binario 1, poco lontano da noi, stanno girando un film diretto forse da un certo Cartocci (o forse Cartocci è solo l'attrezzista); quello che è certo è che ci stanno rompendo le scatole da un'ora e ancora non accennano ad andarsene. Prox è finalmente riuscito ad evacuare i suoi liquidi urici in un bagno pubblico, anche se con grande difficoltà; è molto preoccupato per i bagni del treno, ma sotto l'effetto dei sedativi di Luigi sono certo che riuscirebbe a farla anche in mezzo al vagone davanti ad un controllore donna. Michele ha appena riportato la notizia che il nome del "regista" è Adriano e che non si tratta di un film ma di uno spot per le Ferrovie dello Stato. E' partito da poco il treno per Monaco, noi saremo sui binari tra più di un'ora; Prox è stanco e sfastidiato, Michele fa le foto... Ore 23.30 - Siamo saliti sul treno, che è ancora fermo a Roma. Lo scompartimento da 6 posti è sporco, appiccicoso, lurido, untuoso e puzzolente, ma dato che siamo solo noi 3 per adesso è abbastanza spazioso. Siamo circondati da boy scout (forse napoletani) cha hanno riconosciuto in Michele col cappello (intravisto dal vetro tenuto chiuso con forza dalle gambe del Prox) un certo Gabriele a loro familiare. NOTA (04 Agosto): Ho dimenticato forse la cosa più importante del viaggio. Andando al bagno (notte fonda) incontro quella che poi diventerà la donna simbolo dell'anti-igiene. Femmina, sulla trentina, tedesca: esce dal cesso del treno SCALZA, quando sul pavimento di plastica ci sono chiazze sparse di urina e altri liquidi tanto che sento il famigerato "ciack ciack" delle piante dei piedi per terra. Raccontato ciò a Prox e Michele, Prox decide di andare al bagno... torna vincitore dopo 2 ore (non per modo di dire, ma dopo proprio 120 minuti) con una faccia stravolta. Non sapeva che quello era solo l'inizio. Tante volte alla stazione Termini mi era capitato di sognare di prendere il treno per Monaco anzichè quello per Orte... quella notte però era tutto diverso, mi sembrava di vedere quella stazione per la prima volta, malgrado abbia fatto il pendolare per anni. Lo scompartimento da sei faceva veramente schifo, ho temuto che non saremmo mai riusciti a completare il viaggio in quelle condizioni... fortunatamente i treni italiani si sono dimostrati i peggiori d'europa in fatto di igiene e puntualità, quindi le tratte con la SNCF, la DB e le altre compagnie sono state del tutto migliori. Beh, signori, ormai eravamo dentro! Il Prox era presente, gli zaini bene o male li avevamo riempiti, stavamo aspettando il treno! La mia paura in quel momento era solo quella di arrivare in una terra straniera, cercare un posto per dormire (un ostello) e non trovarlo. Porto a conoscenza il lettore che nel tentativo di trovare l'ostello di Ferentillo, ci eravamo rivolti a ben 3 persone, senza successo. Una situazione del genere capitata all'estero sinceramente mi preoccupava non poco... ecco perche' avevo spinto parecchio per cercare un atlante degli ostelli d'Europa. Il mio stato d'animo era tra il rilassato e i preoccupato, ma prevaleva comunque il primo; mi ero preparato bene, se mi fosse servito qualcosa lo avrei comprato... alla fine mica andavamo sul Polo! Alla stazione Termini ci eravamo accomodati in una panchina lontana dalla confusione e dal passaggio della gente. Era una sorta di ingresso secondario della stazione, usato da mezzi di servizio e dalle forze dell'ordine. Intanto c'era un botto di gente con un formidabile faro a luce bianca intorno ad un treno delle FS bellissimo e pulitissimo (credo l'unico in Italia), che faceva avanti e indietro, per svolgere le riprese dello spot delle ferrovie. Il tutto era durato un sacco di tempo, diverse ore credo, per portare a casa 4 (QUATTRO) secondi di girato che ha preso effettivamente parte allo spot delle FS... vabe'. Durante il viaggio il nostro scompartimento (composto da 6 posti di cui 3 liberi) era stato preso di mira da diversi personaggi di varie etnie: il piu' pittoresco e' stato sicuramente il terrorista islamico con annesso pacco-bomba. Entrato nello compartimento, mi chiede se erano occupati i posti, lasciati momentaneamente liberi da Matteo e Luca che si erano allontanati. Intanto cerca di far entrare nella cabina che una pesante valigia, che trascina a terra con notevole fatica. Io colto dalla disperazione dico che i posti sono tutti occupati e prenotati, consigliandogli, da amico, di proseguire nella ricerca lungo la carrozza... fortunatamente mi da retta e porta via il mortale fardello con se. La ragazza tedesca scalza, avvistata da Matteo fu battezzata Eva ed usata lungo tutto il viaggio come sinonimo di anti-igiene e schifo. Il Prox, notevolmente sensibile ad immagini di piedi nudi, ogni volta che gli veniva riproposta quella situazione di raggomitolava portando le gambe al petto ed emettendo acute urla e squittii difficilmente decifrabili. Francia del sud Indice 04 Agosto - ANTIBES - Km 570 CORAIL - Abbiamo da poco lasciato l'EuroNotte che ci ha portato a Nizza; le terribili cabine di seconda classe ci hanno dato un odore appiccicoso di treno misto a sudore che richiede una doccia abbondante quanto prima. Adesso sono le 10.28 e di docce non ne vedremo almeno fino alle 6 di stasera, se tutto va bene. L'EN è arrivato con una mezzora di ritardo così abbiamo avuto solo 5 minuti per ambientarci alla stazione di Nizza, ai treni francesi, e per capire qual era il treno giusto per Marsiglia, ma sembra che ci siamo riusciti. Se questo è il treno giusto dovremmo essere a Marsiglia alle 12.39. Il treno corre lungo la costa, anzi in alcuni tratti sembra di viaggiare proprio sulla spiaggia della costa azzurra. Il panorama è molto bello e tutto sommato stiamo discretamente, anche perchè abbiamo mangiato e, contrariamente alle aspettative, siamo riusciti a dormire. Ah... eccoci arrivati a Cannes (siamo terrorizzati dal fatto che forse questo treno è a prenotazione obbligatoria!...) TOLONE Abbiamo da poco superato Tolone. Il controllore non è ancora passato, ma abbiamo già cambiato posto a sedere almeno 3-4 volte per uno. Michele e Luca sono seduti vicino a due francesi carine (almeno sembrano), ma non provano neanche a parlarci. Io divido il sedile con una simpatica anziana donna con la quale ho provato a comunicare in un francese maccheronico, ma ora abbiamo entrambi deciso di smettere questa farsa e ce ne stiamo zitti. Il motivo della conversazione era il cambio di posto fra lei e Prox così che io e lui potevamo stare vicini. Dopo diversi tentativi sono riuscito a dire (con il suo aiuto) qualcosa simile ad un "c'est pas probleme". Tra 20 minuti saremo a Marsiglia, ho una fame... MARSIGLIA - Km 863 Siamo partiti ora da Marsiglia per Carcassonne. Marsiglia ha l'aria di essere una città molto bella, noi eravamo solo di passaggio e abbiamo fatto solo delle foto da appena fuori della stazione. Siamo rimasti alla stazione per un paio d'ore, abbiamo pranzato e siamo rimasti seduti sui binari in attesa del treno (puntualissimo). Degna di nota la telefonata tra me e mamma mentre aspettavamo il treno per Carcassonne: non ci sentivamo da un po' di giorni e lei era convinta che più o meno dovevamo trovarci a Monaco, dato che non le avevo aggiornato l'itinerario e non le avevo spiegato la faccenda dei biglietti globali. Quindi l'imbarazzata risposta "Ma... in realtà siamo a Marsiglia...!" ha destato piuttosto scalpore in famiglia! Scalpore destato anche a casa mia... in un SMS veniamo irrisi per la volatilita' delle nostre decisioni... ridete ridete... LUOGO SCONOSCIUTO 18.35 Il treno si muove... lentissimo... ma è ripartito. Michele ha stimato una velocità di 7,5Km/h. Dovevamo già essere a Carcassonne da 20 minuti. 18.50 Fermi di nuovo in mezzo al nulla francese. Lo speaker dice che è per la nostra incolumità o per lo meno così ha capito Michele. Per me la tratta Marsiglia-Carcassonne è stata davvero un incubo, mi sono anche sentito male sul finire. Non è stato un battesimo della rotaia troppo felice in effetti. A condire il tutto il messaggio di Silvia su fantomatici pacchi bomba ferroviari, tanto per rinfrancarci lo spirito! Primo viaggio in terra straniera, primo problema! Il treno si ferma in mezzo alla campagna. Inizialmente crediamo ad una "stazioncina". Poi dopo una sosta un po' troppo lunga ci rendiamo conto che c'era un problema serio. Ci fanno scendere dal treno e ci rendiamo conto subito perche' e' vietato usare il bagno con il treno fermo... Il treno riparte, piano piano, poi si ferma. Lo speaker ogni volta che si ferma il treno dice qualcosa in francese...non capisco niente, complice anche la qualita' infima dell'audio. L'unica cosa comprensibile sono gli ampi sospiri che accompagnano il discorso e che si fanno sempre piu' marcati e accompagnati sempre da piu' scuse. Il messaggio di Silvia va contestualizzato; un treno bloccato tra Parigi e Lione per un pacco-bomba, un mese dopo gli attentati terroristici a Londra fatti a bus e metropolitane mentre siamo in un treno, fermo da tre ore senza saperne il motivo, avrebbe potuto destare un po' di preoccupazione. Il testo del messaggio riportava anche la fonte: "una mia collega". Ma io dico, possibile che una cosa del genere non ti faccia preoccupare di trovare conferma? La questione non l'ho approfondita anche per quieto vivere. E' sicuro che non ho trovato nessun riscontro sulla stampa. Carcassonne Indice 05 Agosto - CARCASSONNE - Km 1177 LA CITE' MEDIEVALE - Giungiamo a Carcassonne alle 22.15!! ben 4 ore di ritardo passate dentro un treno fermo e pieno di sconosciuti. Veniamo a sapere molto tardi che si è trattato di un guasto sulla rete elettrica (un incendio). La SNCF si è limitata a scusarsi e a darci quattro bottigliette d'acqua da mezzo litro. Intanto scendiamo a Carcassonne di notte senza avere un punto di riferimento (l'ostello è troppo lontano e quasi sicuramente chiuso). Io sto veramente male: ho mal di testa e sensi di vomito e il messaggio di Silvia a Michele che parlava di pacchi bomba sul treno Parigi-Francoforte di certo non alleviava la sofferenza (la notizia è stata poi smentita). Michele legge sul tabellone la situazione degli alberghi a Carcassonne. Ci dirigiamo verso l'unico albergo ad una sola stella ma è chiuso. Ripieghiamo allora sullo pseudo-lussuoso Hotel Bristol (3 stelle) la cui receptionista (femmina, carina e notevolmente stupida) non parla una parola di inglese, italiano o spagnolo (non capiva neanche la parola "breakfast" per sapere se la colazione era compresa nel prezzo (NO)). A gesti quindi le spieghiamo la situazione e ci propone i prezzi di una singola (65€) e una doppia (71). Prox si lancia sulla singola, Michele sgrana gli occhi per i prezzi troppo elevati, io, in stato comatoso, sono disposto anche a cedere la carta di credito per una doccia calda, e ci avviamo alle stanze. Lo sfarzo della facciata dell'Hotel è presto disconfermato dalla cura dei dettagli delle camere e dalla loro architettura "fagiolesca". Tuttavia la doccia pone fine a molte sofferenze; io mi sento molto meglio e il sonno ristoratore ci prepara per la giornata successiva. Pranziamo in 3 posti diversi (Michele al supermercato, io in pizzeria e Prox al ristorante) e dopo la visita al castello torniamo in ostello. Il primo ostello... probabilmente uno dei migliori, soprattutto per l'ubicazione pittoresca. Rientrati in ostello per cena michele si avvicina al terminale pubblico nei pressi della reception piena di turisti, e sulla pagina di Google clicca su "strumenti per le lingue": vuole scoprire come si dice "possiamo mangiare qualcosa a cena?" in francese. Il traduttore automatico funziona però solo inserendo la frase in inglese e quindi perplesso domanda al Prox come si scrive "Eat" in inglese, non ricordandosi se ci andava anche un'H da qualche parte. La risposta del Prox, pronunciata ad alta voce e ben udita da tutti gli astanti, è certamente da ascrivere alla top 10 delle peggiori gaffe dell'anno: "EAT Michè... come 'eat my cum' !!" Alcuni turisti hanno guardato Michele con aria stupefatta, cercando di capire se fosse un consumato esperto di film porno o semplicemente l'amico di un pazzo, la receptionista si è limitata ad un sorriso (anche perchè probabilmente non ha capito bene...). Grossa arrabbiatura scaturita dalla "scelta dello stolto". L'hotel Bristol e' posizionato davanti alla stazione di Carcassonne, a 100 metri scarsi, tipico ricovero del viandante stanco. Appesantiti dagli zaini e sfastidiati dal ritardo mostruoso del treno, ci attiviamo per cercare una sistemazione. Matteo e' in stato comatoso. Vedo un cartellone con indicati tutti gli alberghi di Carcassonne; sono un botto e ci dirigiamo verso una topaia ad una stella che pero' e' chiusa. Ritorniamo indietro e mentre io voglio vedere sul cartellone un altro albergo sono costretto ad entrare nell'hotel Bristol. I prezzi sono assolutamente fuori budget: 71 per la doppia e 65 per la singola. Non esistono camere a tre posti. Terrorizzato dalla prospettiva che quella scena si sarebbe ripetuta ad ogni minima difficolta' incontrata lungo il viaggio, entro contrariato nella camera doppia con Matteo, lasciando Luca da solo nella singola. La camera e' di forma irregolare, vagamente quadrangolare. Il bagno somiglia piu' ad un cesso di una stazione in disuso che a quello di un albergo. Luca e Matteo intanto forzano una finestra per entrare in un giardino interno dell'albergo; si tratta di un ambiente di 2 metri per 3 su cui si affacciavano le finestre delle camere con delle tristi inferriate nere, con al centro una tristissima vasca vuota, con dei tristissimi pesci rossi disegnati e delle tristissime erbe palustri in plastica. In questo scenario vedo quei due che scavalcano la finestra e si mettono seduti su una panchina (credo finta) a banchettare con panini di pane raffermo e biscotti sbriciolati. Il tutto si svolgeva sotto l'occhio di una sorridente e grossa rana verde, naturalmente finta e di una statua (finta) alta 50 cm, di squisita fattura anglo-bretone. Dopo una doccia mi metto a letto a dormire. Le divergenze continuano anche il giorno dopo, con la scelta del pranzo; io mi prendo un panino da un pizzicarolo, Matteo una pizza, Luca parte e va al ristorante... le cose fortunatamente sono migliorate col passare dei giorni, ma cosi' si prospetta un viaggio anomalo... Rennes-Les-Chateau Indice 06 Agosto - CARCASSONNE - Km 1177 Ieri sera abbiamo visitato la Citè Medievale di notte, ed è veramente suggestiva. Poi abbiamo assistito ad uno spettacolo sulla storia del cinema di due attori/giocolieri e di un pianista che suonava un commento musicale improvvisato a due cortometraggi di Charlie Chaplin, proiettati su uno schermo. Lì ho finito la mia prima memoria da 512Mb. Dopo lo spettacolo io e Luca abbiamo acquistato (...rubato!) 5 cartoline da un negozio che stava chiudendo, comunque l'intenzione di pagarle l'avevamo. Lo spettacolo è stato molto interessante: gli attori erano simpatici e il pianista era formidabile. Prox e Michele ingannati dai riflettori gialli, hanno preferito guardare il cielo, credendo di aver avvistato degli UFO. LUCA: "Queste picchiette tedesche si conservano male nel tempo..." MICHELE: "Che problema è? Una volta che l'hai coperte..." NOTA sulla cena di ieri sera all'ostello di Carcassonne MICHELE: "Prendiamo il VERRE DE VIN! E' un piatto di fagioli con le salsicce! sono sicuro!" Era un minuscolo bicchiere di vino GIUSTIFICAZIONE: "Pensavo che lu 'VERRE' fosse lu porco" Aspettando il treno ho conosciuto una persona fantastica. Si avvicina un uomo in bicicletta dall'aspetto trasandato e mi chiede in inglese se gli posso fare una foto. Gliela faccio e ci mettiamo a chiacchierare. Sta viaggiando in bicicletta da New Castle a Granada, passando per Amsterdam. Da Granada tornerà indietro in aereo a Liverpool, poi di nuovo a casa. Abbiamo parlato poco ma è stato bellissimo. Il suo accento tipicamente inglese mi ha fatto venire nostalgia del nostro viaggio originale (Inghilterra, Scozia, Irlanda). Buon viaggio straniero! Scopriamo presto però che il paese non è del tutto abbandonato a se stesso (l'avevamo paragonato infatti più volte a Tripozzo); in realtà è una vera e propria macchina mangia soldi. Ristoranti, librerie, negozi di oggettistica abbondano e sfruttano al massimo il turismo non abbondante della zona. La chiesa è molto suggestiva, carica di significati allegorici più o meno chiari, più o meno attendibili. Il diavolo che sorregge l'acqua santa è molto suggestivo e vale da solo la pena della visita. La leggenda che le iniziali dei santi formano la parola GRAAL si è verificata non vera (manca la L), ma i continui riferimenti a Maria Maddalena sono molto inquietanti, soprattutto nell'affresco centrale, in cui è solo lei a portare l'aureola insieme a Gesù, ritratti in una mensa insieme ad altre persone mentre lei unge i piedi di Gesù. Finita la visita al castello torniamo ad incontrare il nostro amico dall'aria solitaria. Lo vedo di nuovo dentro la chiesa ad osservare i dipinti. Crede che ce ne sia uno in cui Gesù assiste alla sua resurrezione; in realtà è la resurrezione di Lazzaro, ma la sua interpretazione è affascinante. Ci invita a prendere qualcosa in uno dei tanti ristoranti. Prendiamo tre limonate fredde e lui un caffé. Insiste per offrirci tutto lui, poi si mette a parlare un sacco. Parla di Rennes-le-Chateau, di religione, si dice amico d'infanzia di Riccardo Fontana e dice di chiamarsi Carlo Pantella. Noi non ci presentiamo e non lo facciamo fino alla fine, non mi piace dare le generalità ad uno sconosciuto. I suoi discorsi sono un po' fumosi e confusi, ma si ascolta bene, se si riesce a dire qualche parole e non lasciar cadere la conversazione in un monologo. Ci confessa in realtà che lui di monologhi ne fa molti, perchè viaggia da solo. Accenna ad alcuni problemi, probabilmente familiari (forse con la moglie o col figlio) ma non entra nello specifico. Ci offre poi un passaggio a casa dato che lui sarebbe andato a Tolosa. Accettiamo di buon grado: non era un tipo del tutto affidabile ma sinceramente era inoffensivo. Torniamo a Carcassonne a bordo della sua BMW station wagon ridotta ad un porcile, fra i suoi rifiuti e i peli del cane. Lungo la strada parla ancora molto, ha un grande bisogno di compagnia e di essere ascoltato. Ci dice di aver gestito insieme ad un graduato dei carabinieri la scorda al Papa durante un discorso a p.zza di Spagna (lui dice di essere di Roma). Ci dice di aver fatto un cazziatone al Papa per aver chiamato a sé delle suore che lo avrebbero fatto quasi cadere se non c'era lui lì pronto a sorreggerlo. Camminando per Carcassonne lo rincontriamo che girovaga per la città. E' molto distratto, non mi vede finchè non lo chiamo. Dice di cercare una ciotola per il cane (Fred), poi entra in un negozio di computer. Dice che lavora coi computer, in che modo non l'ho capito. Tutto sommato è stata un'esperienza positiva, in una giornata emozionante sotto tutti i punti di vista. Arrivo a Parigi Indice 07 Agosto - TRENO PER PARIGI - Km 1267 00.15 - Siamo appena saliti sul treno per Parigi. Non ci sono scompartimenti ma abbiamo due sedili reclinabili a testa. La situazione non è malvagia. Anche Prox sembra aver reagito bene. Abbiamo lasciato Carcassonne con grande fatica, è davvero un posto stupendo. Ora continuiamo a viaggiare verso Nord, sprofondando nella Francia vera e propria. Ci allontaneremo da casa di altri 800Km. Siamo un po' preoccupati/emozionati; adesso ci sentiamo veramente in Interrail, simuliamo una vita nomade in cui affezionarsi ai posti o alle persone può essere pericoloso. Troviamo forza solo fra di noi, agiamo come un gruppo, il nostro zaino è tutto quello che siamo. PARIGI - Km 2037 NOTA: è domenica, la città sembra deserta Il primo pomeriggio lo passiamo a riposare. Facciamo la doccia all'ostello poi suoniamo un po' la chitarra e dormiamo. Usciamo verso le 17.00. Scarichiamo le foto e le masterizziamo presso un internet point davanti all'ostello. Si paga 1,20€ ogni 30 minuti, contro all'euro ogni 20 minuti all'ostello. L'operazione sembra riuscita, ormai non resta che fare in modo che i CD non si rovinino. Il resto del pomeriggio lo passiamo a bivaccare davanti ad una pasticceria vicino all'ostello ("come lungo fiume ad Arrone" puntualizza il Prox) e a passeggiare per le vie del quartere Clichy, lungo le traverse di Rue Martre. Il quartiere è pieno di molte etnie, tra cui marocchini, cinesi... e basta credo... Malgrado non ci siano segni dell'imperialità che distingue Parigi, i palazzi sono molto curati e le strade sono pulite. MICHELE: "E' pieno di marocchini, ma è sempre meglio di Napoli" Dopo cena conosciamo un gruppo di canadesi. Sono dell'Alberta (9 mesi di neve all'anno). Simpatici, la biondina carina (e anche fin troppo sveglia) ha 18 anni. Sono stati ad Amsterdam e ora vanno a Lourdes un paio di giorni per poi tornare a Parigi (pazzi!). Dopo cena usciamo un po' ma siamo troppo stanchi. Rientrati in camera proviamo ad attirare l'attenzione di qualche ragazza suonando la chitarra e proponendo un repertorio vastissimo, ma non rimediamo altro che un sorriso da una ragazza di passaggio con tanto di fidanzato al seguito. Meglio di niente. Per la prima volta canta anche Michele. Tutto sommato è stato un bel momento a chiudere la giornata. Domani andiamo a scoprire le meraviglie di Parigi. Il Moulin Rouge è troppo costoso (135€), visiteremo i luoghi canonici. Prox, impasticcato, indugia sul commentare le dimensioni dei miei attributi riconoscendo come vere le dichiarazioni dell'Hasky... imputerò il momento di delirio agli effetti collaterali degli psicofarmaci che ha assunto! "...e poi pensa mamma, dalla nostra stanza si vede anche la torre Eiffel!" risposta devastante: "ma quella si vede da qualsiasi punto della città...", falsissimo tra l'altro, basti pensare alle camere del nostro ostello con la finestra sul lato opposto! Visita di Parigi Indice 08 Agosto - PARIGI - Km 2037 Qui finisce dunque la nostra breve visita della Parigi storica, che comunque si attesta per tutti e tre la città più bella che abbiamo mai visto (con qualche riserva per Roma). Luca dice che Berlino non è così tanto bella, tra un pio di giorni lo vedremo con i nostri occhi. Tornando a casa, nella metro, 3 cinesine si avvicinano e una di loro fa una foto ad una sua amica e a me che le stavo accanto; allora mi presento e lei, timidamente, mi dice di chiamarsi "cin-io" o qualcosa di simile. E' la prima volta che mi capita di fare amicizia in metro (ad eccezione di Toronto). Comunque la faccenda finisce lì. Appena scese si avvicinano due zingare che parlano benissimo italiano. Dai modi di fare capiamo che mirano ai portafogli e non gli diamo troppa confidenza. Ceniamo con un'altra scatoletta di tonno e un'altra baguette (stavolta accompagnata anche da un pomodoro e da prugne secche) e prenotiamo l'ostello a Berlino. Ha 850 posti letto! Abbiamo trovato la disponibilità per una tripla, quindi dovrebbe essere ottima. Ad appena 5 minuti di tram da Alexanderplatz. Prima di andare a dormire risuoniamo un po' la chitarra ma anche stasera si va in bianco. La mitica chitarra ora ha ben 2 adesivi, sta diventando importante! Taglio corto perchè è molto tardi, domani ci attende il Louvre! NOTA: Offerta Gadget Tour Eiffel: 1 torre 1€, 6 torri 2€ Il Louvre è chiuso! Indice 09 Agosto - PARIGI - Km 2037 Così oggi, il momento di crisi è stato superato, con un po' di ritardo, alla stazione di Montmartre quando abbiamo deciso all'unanimità, con grande rammarico tuttavia, di partire stasera e di proseguire il viaggio secondo programma. Visitiamo comunque Montmartre, bellissima, che sovrasta tutta la città e ospita l'imponente Sacro Cuore. La chiesa è molto bella, le volte sono stupende, però non ha un gran valore storico dato che è stata ultimata nel 1916. All'ingresso, dopo una discreta fila, ci viene detto che non possiamo utilizzare le macchine fotografiche (con o senza flash): per me e Michele è equivalso ad un vito allo scatto. Dentro la chiesa un vigilante era attento a che nessuno facesse foto e talvolta anche intervenendo con le mani sulle macchinette. Dopo la decima foto Michele puntualizza: "Se non era proibito non gliene facevo manco una a 'sta cazzo de chiesa!". Fuori il panorama della città è mozzafiato e le vie di Montmartre sono incantevoli. Sostiamo un po' sul giardinetto dietro la chiesa, dove molti francesi sono distesi a prendere il sole (vestiti di tutto punto). Ce ne stiamo ognuno coi suoi pensieri per un po', sognando di avere una casa a Parigi, o di poter tornare alla nostra Arrone in un batter d'occhio. Dopo la visita al delizioso colle di Parigi, andiamo al Montparnasse, un grande complesso di negozi e palazzi (almeno questo è quello che ci è parso) e infine a Sant Soulpice, dove troviamo l'inquietante colonna rigata dalla linea bianca, come nel libro di Dan Brown; emozione molto lontana da quella di Rennes-le-Chateau, ma comunque piacevole. Rientrando all'ostello sbagliamo il cambio della metro agli Champs Elisèe e usciamo a dare un'occhiata fugace. Il tempo di dire "è tardi" e siamo di nuovo sotto terra. Cena veloce in ostello con Pizza pseudo-italiana (comunque buona) e poi via di nuovo verso la stazione (Michele sostiene di essersi lavato). Siamo davvero esausti, la giornata di oggi ci ha distrutto! Saliamo sul treno e lo scompartimento da 6 che ci spetta fino a Francoforte è già occupato da una persona. Presto arrivano anche 2 giapponesi, così ci spostiamo in uno scompartimento vuoto vicino al nostro. Altri scompartimenti adiacenti sono pieni di belle spagnole e bionde nordiche. La fortuna oggi non è dalla nostra. Tutto sommato ancora non ci ha cacciato via nessuno da questo scompartimento, peccato che non possiamo usare la chitarra, che sta nello scompartimento dei giapponesi... Ora proviamo a dormire (23.40). NOTA: Alla stazione Parigi Gare de l'Est, poco prima di prendere il treno Prox mi racconta una cosa che gli è accaduta assolutamente esilarante. Va premesso che Prox soffre di stitichezza da un paio di giorni (anch'io, ma ho risolto con le prugne, lui non le vuole prendere...) e che ha seri problemi con l'urinazione, soprattutto nei bagni pubblici quando sente che ci sono persone che aspettano o cose simili che ben conosciamo. Si reca al bagno pubblico della stazione, 0,50€, c'è una donna di guardia grossa, piazzata, sui 60 anni, alta 1,60mt, di cattivo umore. Non appena lo vede tende la mano per riscuotere la moneta, che Prox consegna prontamente. Lei quindi con un gesto magniloquente lo invita ad entrare nella latrina. Appena Prox però si accorge della presenza di soli vespasiani, fa presente (a gesti) alla gentile signora di voler usufruire del bagno "privato", quello con la porta. Lei fa notare al Prox però che il bagno è occupato. Dopo qualche secondo di solitudine a tu per tu con la guardiana dei water, la stessa energumena inizia a bussare con la stessa moneta da 50 centesimi del Prox sulla porta occupata dallo sconosciuto, con una certa veemenza, sollecitandolo ad uscire. Il tono della guardiana diventa presto minaccioso e incalzante e, non ottenendo il risultato sperato, con un gesto di sfida (come a voler significare "mo te caccio fori io") estrae dalla tasca un arnese da scasso e con un gesto deciso e risoluto, sotto gli occhi sbalorditi del Prox, scardina il sistema di chiusura della porta e la spalanca con forza. Facce del Prox -> :-| 8-| 8-O Il signore che occupava il bagno, piuttosto scosso dall'accaduto, esce e si allontana dal locale. La donna quindi, con la stessa risolutezza di prima invita Prox ad entrare e ad espletare i suoi bisogni. Le possibilità che lui riuscisse a produrre anche una goccia di urina in quella situazione erano praticamente nulle; quindi si limita a sciacquarsi le mani e a scaricare il water fingendo di aver finito. Non so cosa avrei dato per assistere al momento in cui la nerboruta signora ha divelto il nottolino della porta per permettere a Prox di entrare... e poi di che i francesi non sono gentili...! Giornata veramente tosta, la delusione del Louvre è stata enorme (fatta eccezione per lo studente di conservazione dei beni culturali...). Devo dire che a quel punto mi è presa un po' di frenesia di visitare le zone della città che non avevamo visto, come un desiderio di rivalsa sulla malasorte. Non ho mai capito quanto allora la proposta del Desmo di tornare a Parigi alla fine del viaggio fosse seria. Ma alla fine così è stato, e in ultima analisi non è stato poi così assurdo come sembrava in quel caldo 9 agosto. Verso Berlino Indice 10 Agosto - NORTHEIM Chiudiamo
gli occhi a Parigi e ci risvegliamo in Germania, nei pressi di
Francoforte. Come abbiamo detto scherzando più volte di quest'Interrail.La notte è trascorsa bene nello scompartimento che non ci spettava, al controllore non è importato niente. Arriviamo a Francoforte puntualissimi, facciamo un giretto nei dintorni della stazione: il contrasto fra gli edifici antichi e i grattaceli di vetro è interessante. Il primo scorcio di Germania che vediamo è una via di Francoforte con palazzi vecchi e nuovi ai lati e al centro e sullo sfondo un grande simbolo della Mercedes Benz. Ahhh... Io e Michele Prendiamo un tedeschissimo panino alla carne con Ketchup (alle 07.00 di mattina) e Prox una pasta. Ora siamo sul treno per Hannover da cui poi partiremo per la capitale del Reich. I treni tedeschi sono favolosi. Monitor riassuntivo delle fermate e degli orari, prenotazioni sui sedili segnalate da un display (in Francia da un foglietto, in Italia non sono segnalate), sedili spaziosi anche in seconda classe e presa di corrente disponibile! (Max 90W). Peccato che il sedile sia molto duro e che siano ancora presenti e carrozze fumatori (in cui abbiamo trovato posto). Per il resto questi treni sono i più belli (e finora i più puntuali) che abbiamo preso. La campagna tedesca è molto bella, molto simile a quella toscana, le case sono inevitabilmente molto diverse, simili a quelle del trentino, ma meno curate. Siamo appena arrivati alla stazione di Alfed (???) chissà dove siamo... La Francia è ormai un ricordo, se ripenso al primo giorno che siamo arrivati a Parigi mi sembra più di un mese fa, se penso a Rennes-le-Chateau o al primo treno Terni-Roma mi sembra un secolo fa. E' così anche per Prox. Nei momenti più difficili si sente molto la nostalgia di casa e sembra che la ritroveremo ancora fra più di mille anni. Beh... fra più di mille chilometri sicuramente! Michele sembra meno sensibile a questo problema... è una macchina! Adesso per esempio è seduto davanti ad una tedeschina molto carina e non gliene frega niente; e lei gli ha anche sorriso prima! Sarà distratto dal pensiero di Silvia! Decine di persone ferme davanti al semaforo pedonale rosso che regola un attraversamento di neanche 10mt su un rettilineo lunghissimo e assolutamente deserto. Scattato il verde sono partiti: una cosa che a Roma succede solo negli attraversamenti maggiori e comunque non per senso civico o disciplina ma per una questione di sopravvivenza (aspettare il verde sulle strisce pedonali da un buon 20% di possibilità in più di non essere travolti). Mi chiedo cosa sia Hannover da novembre a febbraio. Grazie all'aiuto dello speaker siamo quasi riusciti a pronunciare Zoologischer Garten, che è la nostra fermata a Berlino. Spero di essere sufficientemente equipaggiato per il freddo, ho idea che dal punto di vista climatico Berlino sarà abbastanza inospitale. NOTA: 1 Hot Dog 1,60€; 1 Cocacola 2,10€. Il bagno pubblico: Uomini (vespasiano) 0,60€; Uomini (gabinetto) 1,10€; Donne 1,20€... Berlino Indice 11 Agosto - BERLINO - Km 3236 Appena arrivati in città rimaniamo colpiti dall'atmosfera cupa e austera di Berlino. E' molto freddo rispetto a Parigi, ma non quanto ad Hannover. Cerchiamo di familiarizzare con il sistema di trasporto locale, ma non è semplice: scopriamo con qualche difficoltà che c'è una linea di Metro sottoterra e un treno all'aria aperta (S-Bahn). Il nostro ostello si trova a Landsberger Allee, nella ex Berlino Est a 15 minuti di treno da Alexanderplatz. Ci facciamo una bella doccia poi scendiamo a cenare. Il piatto speciale del giorno consisteva in una brodaia rossa piccante in cui erano immersi 5 o 6 "pezzi" di carne tipo chuppy e un contorno abbondante di riso scondito e peperoni. Solo Michele è riuscito a finire la carne anche s etutto sommato non era cattiva (anche perchè avevamo molta fame). I salsicciotti nelle bancarelle sono di 3 tipi: 1) uno costosissimo di colore rosso intenso, gradevole all'olfatto e dal gusto deciso di carne prevalentemente di suino; 2) uno economico, bianco, dalla coccia dura e dal sapore molto ambiguo 3) uno molto economico, bianco, con la coccia dura, ma con l'impasto interno grigio con grosse macchie trasparenti di grasso. Le dimensione del pane inoltre, assolutamente inappropriate, rendono la consumazione dell'Hot Dog alquanto proibitiva, specialmente se si fa uso di salse, autonomamente aggiunte dai distributori automatici, fortunatamente quasi sempre vuoti. La problematica è relativa al primo morso e agli ultimi 2 o 3. Il primo è dovuto ad una sorta di imbarazzo misto a pudore, gli ultimi 2 o 3 (ormai pudore e imbarazzo sono compromessi totalmente) possono essere letali per l'abbigliamento, perchè inevitabilmente il salsicciotto avrà assunto una forma minacciosa, pronta ad espellere ketchup dai punti più improbabili. La prima cena al Generator Hostel dunque ha concluso il ciclo delle 3 consumazioni teutoniche che ci hanno reso da subito dei perfetti berlinesi. Dopo la cena con il piatto speciale del giorno (precedentemente descritto) ce ne andiamo in camera, piccola ma carina, e cominciamo a suonare un po'. Dopo una decina di minuti arriva un vigilante che ci dice che dopo le 21.00 non si può suonare (come se lo facessero tutti). Siamo proprio in Germania. Michele, già in stato comatoso da prima che cominciassimo a suonare, dorme della grossa; io e Prox decidiamo di prendere una birra e scendiamo di sotto con intenzioni bellicose. Ci sono al bar due spagnole dall'aspetto gradevole e dopo un po' di esitazione ci sediamo vicino senza dire niente. Colpito dall'emozione, il Prox ha subito uno dei suoi impellenti bisogni di urinare e scappa via. Dopo qualche secondo mi sento chiamare da un simpatico individuo (sui 18-20 anni), seduto accanto, che comincia una conversazione. E' irlandese e cominciamo a parlare con molto interesse, mi dice che è del nord dell'Irlanda, di una cittadina sperduta nella campagna. Il suo accento è fantastico, pronuncia 'town' con una specie di 'toe', tipicamente irlandese. Gli dico che conosco molto bene Christy Moore e presto ci ritroviamo a cantare insieme Delirium Tremens, decisamente fantastico. Mi racconta che a Parigi hanno dormito in metropolitana e che la mattina li hanno svegliati i poliziotti; poi ci offre uno spinello ma noi rifiutiamo. E' in compagnia di un altro irlandese e di un americano (di Chicago). Lui si chiama Mark, è un pazzo totale, chide sempre le stesse cose ed ha una specie di intercalare ("no problem"), ma il tutto è imputabile ai fumi dell'alcool. Quando torna Prox commenta: "Hai rimediato il solito caso umano", ma lui non riesce neanche a dire una parola alle spagnole. Mark e l'americano si mettono a giocare a biliardo e dopo un po', dopo aver contemplato due nordiche giocare a dadi, io e Prox andiamo a nanna. NOTA (12 Agosto): Ci troviamo ad Alexanderplatz, a Berlino, nella fredda Germania del Nord. Si avvicina un signore di razza caucasica, media statura, e senza alcun preambolo di sorta esordisce: "sapete cos'ha fatto l'Udinese?". Il gruppo reagisce con un silenzio attonito e perplesso. Allora il tizio precisa "So che l'Inter ha vinto, ma non so cos'ha fatto l'Udinese". L'UDINESE!! MA COME CAZZO E' POSSIBILE CHE SI CHIEDA DELL'UDINESE A BERLINO!? Liquidato il tizio con severe paraculate, e superato il momento di sgomento, il Desmo non esita a dare il via al vero e proprio tormentone della giornata: siamo ancora ad Alexanderplatz ed avvistato un gruppo di italiani il Desmo li avvicina ed emulando la freddezza del tizio di prima chiede con fermezza: "Sapete cos'ha fatto l'Udinese?" La signora perplessa chiama il marito, il quale ci dice di non sapere niente a riguardo, ma che possiamo trovare dei giornali italiani nelle edicole maggiori. Non contento il Desmo ripete la scenetta davanti al Pergamum. Il siognre italiano di turno non sa il risultato della partita ma si mostra anch'egli molto preoccupato. Afferma inoltre di non sapere neanche cosa avesse fatto l'Inter, al che prontamente il Desmo, con area soddisfatta, scioglie il dubbio del connazionale: "l'Inter ha vinto!"; colto di sopresa il disinformato tifoso puntualizza "io so soltanto che all'80° l'Udinese era in vantaggio..." Con aria serena e distesa Michele viene dunque da me dicendomi che molto probabilmente l'Udinese aveva vinto! Gaio e giubilo per tutto il gruppo. Verso la Polonia Indice 12 Agosto - BERLINO, Alexanderplatz Dal museo ci dirigiamo verso la porta di Brandeburgo, antico simbolo di Berlino, che una volta era il passaggio principale dalla Belino Est alla Berlino Ovest. Il suo valore storico comunque è nettamente superiore al valore architettonico. Nei pressi della porta acquisto un bicchierino da grappa presso un negozio di souvenir da cui "rubo" anche una cartolina di Berlino. Il prox rinuncia a malincuore al bicchierone di metallo da 46€ per ragioni logistiche. Nella zona dello Zoo ci fermiamo in un Internet Cafè dove ci facciamo mettere le foto in un CD che una commessa veramente antipatica, con grande rischio di perdita di materiale fotografico. Facciamo quindi i biglietti per Danzica (40€ per tutti e tre, cuccette) e torniamo all'ostello. Davanti all'Internet Cafè abbiamo visto la famosa "chiesa matta", lasciata semi-distrutta dai bombardamenti volontariamente a monito delle guerre. Berlino è una città strana. Ci ha lasciato una sensazione inusuale: disagio all'inizio, ma poi anche grande ammirazione. Si nota molto la differenza tra la ex Berlino Est e la Berlino Ovest. E' una città per il 90% nuova (Carlo Pantella ci aveva detto che come palazzi non è diversa da Terni e in fondo non si era sbagliato di molto). Ieri siamo stati alla sede del Reichstag, ora diventato una specie di monumento, è stato un bel momento. Stavolta la prendiamo però con filosofia e ci accontentiamo pensando al fatto di aver visitato invece del museo egizio un sexy shop, con tanto di vagine elettriche e salette a gettoni per masturbarsi. Davvero istruttivo. Ce ne stiamo un po' al castello di Charlottenburg, distesi su un prato, poi torniamo in ostello e ceniamo con una chilata di frutta, acquistata da una bancarella vicino alla fermata della S-Bahn. Anche perchè abbiamo pranzato con un Kebab! Doveva essere il pranzo più pazzo e distruttivo di tutti, invece è stato uno dei più salutari. Il gestore, vicino all'Internet Cafè da cui abbiamo prenotato l'ostello a Danzica, era molto simpatico. La prenotazione stavolta l'abbiamo fatta per telefono, dato che da internet non era possibile. E' andata bene, dovrebbero avere posto. Adesso siamo sul treno per Danzica (anche se la scritta a Berlino diceva Kiev). E' un treno a cuccette, poco meglio di un treno merci, stiamo come bestie, solo Michele riesce a stare comodo. Abbiamo conosciuto un simpatico polacco di Posdam che ci ha parlato un po' di Danzica e ci ha sconsigliato di visitare Varsavia, perchè non c'è niente di interessante. Ora gli chiedo come si dice 'buon giorno' in polacco. Se ne è andato, se torna glielo chiederò. NOTA: il treno è per Kiev ed è presidiato da gendarmi russi. Alla domanda di Michele (prima di salire a bordo) su dove fosse ubicata la nostra cabina, l'ufficiale della madre patria risponde in russo molto stretto (decifrato poi grazie agli ampi gesti): "o su, o giù". NOTA (17 Agosto): Prima di salire sul treno per Danzica (prima quindi che cominciassero le nostre sventure) nei sottopassaggi della stazione di Berlino, eravamo alla ricerca, piuttosto concitata, del binario giusto per Danzica. Ci ferma una donna, sulla quarantina, davanti alle cassette di sicurezza, che, alle prese coi bagagli, mi chiede se le potevo cambiare una moneta da 1€ con due da 50 centesimi. Malgrado la fretta mi fermo e trovo solo una moneta da 50, così senza indugiare gliela do e faccio per andarmene. La donna visibilmente colpita dal gesto, prova a darmi la sua moneta da un euro, ma le dico che non fa niente e riparto. Poco dopo, seduti in attesa del treno, la rivedo per caso venirci incontro per consultare il tabellone degli orari che avevamo sopra la testa. Una volta riconosciutomi mi spiega che anche lei andava a Danzica con il nostro treno e che senza la moneta non ce l'avrebbe mai fatta; quindi mi ringrazia ancora con molta enfasi. Questo episodio mi ha colpito molto. Cose come queste mi appagano spiritualmente. Disavventure a Danzica Indice 13 Agosto - DANZICA - Km 3838 E' sabato, le banche sono chiuse e lunedì è ferragosto. Al servizio informazioni una ragazza inesperta mi dice che la maggior parte dei bancomat di Danzica sono rotti. Telefono a casa, e finisco i soldi sul cellulare, ma ovviamente la scheda ormai è persa per sempre. Tramite sms decidiamo con papà di bloccarla per evitare il pericolo di clonazioni. Alla fine poco male, mi restano ancora 450€ liquidi e dovrei farcela tranquillamente a tornare. Però che palle! Lasciati i bagagli in ostello, andiamo ad un altro servizio informazioni dove cambiamo ad un costo pauroso 100€ ciascuno in moneta locale (ci rendono 394zl, di contro agli effettivi 416). Prendiamo una pasta (1zl) e un cappuccino (5,50zl!). Visitato il centro di Danzica, molto bello, caratterizzato dai classici mattoncini rossi, prendiamo un Kebab enorme in una bancarella (10zl) e una birra (4zl). Ce ne torniamo quindi in ostello, ci laviamo e con grande fatica (eravamo infatti finiti) decidiamo di uscire di nuovo. E' la prima volta che usciamo di notte in tutto l'Interrail. Piove, e non troviamo altro che un concerto (finito) di musica giovanile polacca, che non facciamo neanche in tempo a vedere. Unica nota interessante la fiumana di tredicenni che ci travolge all'uscita dal concerto: una ragazza per poco non finisce sotto il tram. Al rientro conosciamo Gianluca, parliamo per un po' e ci facciamo spiegare dove sono i posti più carini per andare dopo cena e dov'è il mare! Ci indica Hel, come pure ci aveva suggerito il ragazzo sul treno, così domani abbiamo deciso di andare lì. Dovrebbe esserci un lembo di terra con il mare da tutte e due le parti, molto suggestivo. NOTA: Michele e Luca denunciano un'altissima concentrazione di esemplari femminili di rara bellezza. Secondo me è nella norma. Three tickets to Hel Indice 14 Agosto - HEL - Km 3934 Dire in inglese frasi del tipo "We are going to Hel" o "three tickets to Hel" o "being to Hel and back" da una certa emozione. Stiamo viaggiando ancora verso Nord, verso la meta più alta di tutto il nostro viaggio. Abbiamo comprato 3 sigari per festeggiare l'occasione. Oggi è il compleanno di mamma, il telefono non funziona, non so perchè, le ho mandato un messaggio dal telefono di Michele. Stiamo arrivando a Hel, abbiamo appena visto il mar Baltico per la prima volta! NOTA: Stamattina abbiamo cambiato 50€ io e Prox al cambio nero (un uomo per strada ce li ha cambiati) e ci ha dato 220zl. E' molto conveniente, speriamo che siano soldi veri! Compro una cartolina e la spedisco dalla sperduta buca delle lettere di Hel, poi si va in spiaggia. Alle 2 di pomeriggio l'acqua del mar Baltico sulla spiaggia di Hel è poco più calda dell'acqua del Nera ad ottobre. Tuttavia, fingendo autocontrollo, piano piano mi immergo e comincio a nuotare. Sono a stomaco vuoto, quindi non corro grossi rischi, ma l'acqua gelida pizzica sulla pella e i muscoli si intorpidiscono. Restare fermi per un minuto può essere davvero pericoloso. Arrivo ad una boa e torno indietro. Uscendo dall'acqua un signore mi comincia a parlare in polacco, dice di voler provare anche lui a fare il bagno, allora ci ributtiamo insieme. Dopo un po' incrocio di nuovo lo sguardo di Leszek e ci vado a parlare. Mi parla (con un inglese stentato) di Danzica, di Cracovia, di Varsavia, della sua famiglia e di un sacco di altre cose. Passiamo a chiacchierare almeno un paio d'ore. E' un tipo bravissimo, molto disponibile, ci indica i posti più belli da vedere a Gdansk e a Cracovia, poi ci parla della Via dell'Ambra fra Hel e Roma ai tempi dei romani. Dopo questo incontro, ci salutiamo con i classici inviti reciproci a venirci a trovare nelle rispettive città natali. Riempo una bottiglia di cocacola con l'acqua del mare e andiamo a cercare un posto dove cenare. Ci fermiamo in una specie di ristorante/bar che cucina pesce. Ingannati dalle scritte chiediamo al gestore 3 piatti di Halibut e 3 salmoni arrosto, ma lui, sorpreso, ci dice che ogni piatto soo circa 250gr di pesce e che "non ce l'avremmo mai fatta a mangiarlo tutto". Allora prendiamo solo l'Halibut, ma ce lo divoriamo in poco tempo. Michele e Prox vanno a chiedere anche il salmone e il gestore, quasi incazzato, sembra addirittura non volercelo dare! Invece poi ci servono e ci divoriamo anche quello, sotto gli occhi increduli della cameriera. Il momento del conto è forse uno dei più duri e formanti del viaggio. La cena viene, come previsto, 115zl, un prezzo che ci possiamo permettere anche perchè stiamo festeggiando l'apice dell'Interrail. Quel figlio di puttana del cambio nero ci ha dato una vera e propria inculata! I 200zl non validi non sono altro che un gadget costato 50€. Facciamo una lauta mancia alla cameriera e ci scusiamo molto con il gestore cercando di spiegargli tutto. Fortuna ha voluto che avessimo anche dei soldi "veri" e tutto è andato bene... però che rabbia! Abbiamo perso 100€ in modo tanto stupido! La prendiamo, o almeno ci proviamo, con filosofia dicendo che ci servirà da lezione. Intanto ci avviamo per il molo, raggiungiamo il faro di Hel e ci mettiamo a contemplare il tramonto lunare seduti sul muretto del faro, sulla riva del mar Baltico. Accendiamo i 3 sigari celebrativi e passiamo circa un'ora a fumare e chiacchierare. Momento molto poetico e suggestivo, probabilmente l'ora più bella di questo Interrail. Andiamo quindi a prendere il treno su cui siamo ora, chiaramente di corsa, che ci riporterà a Danzica, arricchiti da questa giornata così bella e suggestiva. Fuga da Danzica Indice 15 Agosto - GDANSK - Km 4030 FUGA DA DANZICA - Risveglio difficile stamattina, la giornata di ieri ci ha stancato molto. Appena in strada, zaini pronti di nuovo in luggage store, arriva la sventura giornaliera: anticipati i soldi dell'ostello di Cracovia a quello di Danzica, Michele arriva proprio a 0 soldi di entrambe le valute. Ma al bancomat non funziona neanche la sua scheda: succede esattamente quello che è successo a me, ma lui riesce a recuperare la sua carta. Panico. Ci informiamo da diverse parti ma nessuno ci aiuta, neanche il gentilissimo commesso dell'Hotel... non mi ricordo il nome. Proviamo il tutto per tutto con la postepay di Luca, certi che non funzionerà neanche quella... e invece funziona! Sconcerto e meraviglia misti ad isterica euforia. Michele è sempre a 0 così gli presto 70zl per le piccole spese. Scarichiamo le foto presso un Internet Cafè dentro un multisala e torniamo in ostello. Questa dannata città ci ha distrutto... La carta di credito, i soldi spesi con l'ambra, i soldi che ci hanno rubato...! Dobbiamo proprio andarcene. Fortunatamente nel pomeriggio scopriamo che anche l'altra postepay di Michele funziona e il morale torna alto! 23.50 Siamo sul treno che ci porta via da Danzica, alla volta di Cracovia. La situazione è disperata, non ci sono posti a sedere e siamo tutti e tre sugli strapuntini... ho un po' di mal di testa e vorrei dormire. Verso le una dovremmo arrivare a Varsavia, speriamo che qualcuno scenda. Ora prevista per Cracovia 06.45. Questo viaggio potrebbe essere molto lungo... La scuola di Cracovia Indice 16 Agosto - CRACOVIA - Km 4669 Ieri mattina il viaggio si è concluso meglio di come è cominciato. Dopo la stazione di Varsavia, fino a cui io ho dormito per terra davanti alla porta del cesso e Michele e Luca un po' sugli strapuntini e un po' dentro la cabina dei controllori, troviamo bene o male posto a sedere. Di certo però non si dorme, anche se ci proviamo, e arriviamo a Cracovia veramente finiti. Alla stazione ci aspettano già dei ragazzi dell'ostello in maglietta gialla che ci portano alla navetta (gratuita). Arriviamo quindi all'ostello in macchina, un gran lusso per noi abituati a dovercela cavare da soli. La camera/aula però è spaziosa e in 3 ci stiamo bene. Piove, il cielo di Cracovia è sempre grigio. Dormiamo un po' perchè siamo veramente stanchi, poi usciamo e andiamo verso il centro. Il centro storico è molto facile da visitare perchè è tutto concentrato in un perimetro abbastanza ristretto. Visitiamo il centro, saliamo al palazzo (a mio avviso abbastanza deludente) e riscendiamo. Pranzo con Kebab e cena pizza! L'uscita serale a Cracovia è stata rimandata causa pioggia e consueto stato comatoso del Desmo. NOTA (17 Agosto): Ieri, appena arrivati in ostello, Michele appende la cartina d'Europa dentro la stanza dell'ostello. Luca contempla la cartina per qualche secondo, poi bestemmia ripetutamente. Coliche all'ospedale!, Auschwitz Indice 17 Agosto - CRACOVIA - km 4669 Torno ad avvertire il Prox e a chiedergli conferma e mi dice di stare veramente male. La ragazza della reception molto gentilmente mi scrive un bigliettino con l'indirizzo dell'ospedale e dopo appena 3 minuti siamo a bordo del taxi. L'ospedale sta molto vicino (circa 400mt) ma piove e non abbiamo idea di dove si trovi, quindi il taxi era necessario, poi un Prox in quelle condizioni... ce la caviamo con 7,20zl. All'ospedale sono molto cortesi. La strana dottoressa, che poi scopriamo chiamarsi Teresa, sta giocando a Solitario di Windows quando arriviamo. Non parla inglese ma prova a dire qualcosa in italiano. Prox si stende sul lettino in preda a dolori lancinanti e Teresa gli tasta la pancia. Arriva poi un'altra dottoressa, molto più giovane e molto carina. Lo invita ad orinare in un vasetto per le analisi. Storica la faccia del Prox in piedi strisciando i piedi verso il bagno con il vasetto di plastica in mano: "cioè, m'ha detto de piscià qua dentro! Te rendi conto!?" E intanto i dolori lo consumavano. Sorprende però tutti e riempe il contenitore in meno di 10 minuti. Eseguito anche il prelievo del sangue la dottoressa più giovane attrezza il supporto per le flebo e Prox impazzisce letteralmente. Seguono alcuni stralci del delirio molto simile a quello di capodanno: "...Una flebo a Cracovia! [bestemmia]" "...Sto come su 'Troppo forte' de Verdone!" "...Se acchiappo un aeroporto senti che fugone!" "...Non lo dite a mamma!" "...Comunque questa è 'na bella picchietta!" "...Pure Verdone doveva annà a Cracovia!" "...Se m'era successo a Berlino ero già guarito!" "...Io non la voglio quella merda!" (riferito alla flebo di acqua e sali minerali) "...Ma 'sta cazzo de città ce l'ha un aeroporto!?" "...Se Cracovia l'hanno bombardata un motivo ci sta!" ecc Santi preferiti per le invocazioni: Santa Rita e un inusuale San Domenico. Sul finire della prima flebo, la biondina si riavvicina al Prox, il quale tenta la via del dialogo: "Ma... tutta la flebo?... All?" Intendendo chiedere se la flebo doveva prenderla tutta. Monumentale la risposta della crocerossina: "No...two!" Detto ciò scarta un altro flacone da 100ml e lo sostituisce all'altro; Prox in preda all'angoscia più totale è ormai in stato di morte apparente. Celebre la sua posizione con la mano sinistra sulla fronte e le gambe tirate al petto. Finita anche la seconda flebo Prox in stato di allarme per la lontananza della dottoressa: il liquido nella boccia è finito e piano piano lo si vede scendere lungo il tubicino trasparente, al che il Prox allarmato: "Corri Mattè chiama qualcuno che se mi entra l'aria nella vena mi parte un embolo!" Dopo quest'ultimo delirio, la dottoressa attacca una terza flebo da 400ml, molto più lenta della prima e le condizioni del Prox migliorano notevolmente. Dorme quasi quando finisce di nuovo il liquido e sono ormai quasi le 06.00 di mattina. Dopo un po' la dottoressa ci presenta un foglio con le risposte delle analisi ed uno con una ricetta. Alla fine è andato tutto bene. Il famigerato ospedale polacco, tanto pianto dal Prox, era molto pulito e professionale. Diagnosi finale: coliche renali. Bere molto e prendere delle pasticche. Fatto. Nota di rilievo: Teresa crasha totalmente davanti alla piantina della città da noi datale per indicarci il punto in cui ci trovavamo. Il blocco lessicale e motorio dura all'incirca 5 minuti, prima che riesca a dire "DESTRA"! Era la parola per cui si era bloccata: capiamo poi che intendeva dire: usciti da qui, prendete a destra. Torniamo in ostello a piedi perso le 07.00 e collassiamo dal sonno fino alle 10.50. Frase conclusiva della nottata: "Quello che voi chiamate inferno, noi lo chiamiamo vacanza" OSWIECIM - Km 4735 Ci troviamo sul treno per Auschwitz, o meglio per Oswiecim, come dicono qui. Volvamo partire prima, ma le coliche del Prox ci hanno rallentato. Adesso sono le 13.20, dovremmo arrivare alle 14.00. Il piccolo treno che ci sta trasportando è pieno di italiani. Raggiungere Aushwitz in treno è suggestivo. Mi ha colpito la vita del paesino di Auschwitz [Oswiecim NdT]. Sono pochi abitanti, vivono all'ombra del campo di concentramento. Ho sentito dire che vorrebbero che ci fossero più divertimenti nella città. Anche loro... che colpa hanno? Appena scesi dal treno abbiamo visto un negozio che vendeva cuscinetti... aveva solo cuscinetti. Cuscinetti di tutti i tipi. Poi abbiamo visto due ferramenta enormi e un piccolo market. La cittadina è abbastanza squallida. Dentro al museom precisamente vicino alle camere di tortura, ho incontrato un gruppo di Hawaiiani guidati da un napoletano (!!!), che mi ha detto che la GMG a Colonia c'è il 23 agosto. Potremmo andarci dopo Praga, cadrebbe proprio a fagiolo. Ne devo parlare con Michele; Prox sicuramente non viene. All'uscita abbiamo scoperto che il museo di Birkenau (a 3Km da Oswiecim) è 10 volte più grande di quello che abbiamo visto... se non fosse stato per le coliche del Prox... Stasera abbiamo in programma una bella carbonara dal pizzaiolo italiano, tanto per mantenerci leggeri. Oggi al campo di concentramento mi sono commosso due volte: è stato quando ho visto i resti dei vestiti dei bambini, spogliati prima di entrare nelle camere a gas. Abbiamo realizzato sul posto che in realtà Auschwitz è il nome del campo di concentramento e Oswiecim è il nome della cittadina in cui è stato costruito, quindi i due nomi non hanno lo stesso significato... L'abbruzzese monco Indice 18 Agosto - CRACOVIA - Km 4801 Stiamo cazzeggiando a Cracovia. Come per tutte le città anche in questa ci prediamo un po' di riposo. Ieri sera sul treno Michele ha fatto amicizia con un abruzzese che stava in compagnia di due ragazze molto belle (forse le più belle che abbiamo visto). Le controdeduzioni di Michele e Luca hanno decretato che fossero due prostitute. Anche perchè lo stesso abruzzese dal braccio monco ha detto che la "sua" ragazza doveva lavorare quella sera. Usciti dal treno, tornando a casa, sotto al ponte vicino alla stazione, un deficiente che stava giocando a pallone, tira una gran botta sul muro; la palla rimbalza e mi arriva dritta in faccia, spaccandomi gli occhiali. I ragazzi in fretta si dileguano per le vie buie di Cracovia e io rimango come un fesso con gli occhiali rotti. Fortuna che avevo pensato a portarmi un secondo paio di occhiali! Ho sempre pensato che fossero totalmente inutili. Ceniamo nella pizzeria pseudo-italiana e prendiamo tre belle pizze con 4 soldi. Prox prova anche gli spaghetti alla bolognese, ma anche se sono buoni definirli spaghetti è azzardato. Adesso siamo al castello di Cracovia. Siamo tornati perchè volevo comprare il CD di Janusz Strobel, ma purtroppo è finito. Che rabbia... trovarlo in Italia non dovrebbe essere un problema, ma mi piaceva comprarlo qui. Janusz Strobel "Wierny Sobie" Jedynka Poliscie Radio SMS da Manni: "Siete ancora a Colonia?" Le notti folli di Praga Indice 21 Agosto - PRAHA - Km 5336 Stiamo a Praga ormai da 3 giorni. Ho avuto poco tempo per scrivere questi giorni, poi siamo molto stanchi. Adesso ci troviamo a piazza Staromestkw, in attesa che si lavino i panni alla lavanderia. RESOCONTO DEGLI ULTIMI 2 GIORNI Raggiunto l'ostello con una certa facilità (gli spostamenti urbani non hanno più segreti per noi) Prox e Michele si stravaccano completamente sui divanetti, mentre io controllo la posta su Internet. I soldi cechi valgono ancora meno di quelli polacchi e fare i conti con il cambio è ancora più difficile, specie se si è fatta l'abitudine agli zloti. Nel pomeriggio usciamo un po', andiamo a piazza Vinceslao, tanto osannata da Carlo (piuttosto deludente in realtà), e visitiamo la chiesa vicino al nostro ostello. La sera andiamo a mangiare una "pizza" alla Pizzeria Einstein (pizza davvero cattiva) poi usciamo un po' per il centro. Arriviamo a Ponte Carlo (bellissimo di notte) e torniamo verso piazza Vinceslao, dove Prox fa lo storico incontro il negretto promotore del locale a luci rosse. NEGRETTO "Show, spettacolo!" PROXIMO "No, no..." NEGRETTO "Cabaret, champagne!" PROXIMO "Non me serve niente..." NEGRETTO "Limousine, divertimento!" PROXIMO "Lasciame in pace!" NEGRETTO "...pompino!" PROXIMO "Annamo!" Analogamente, poco prima, un altro negretto promoter aveva catturato l'attenzione del Prox con la semplice, e ben più diretta, "scopare". Seguiamo il Prox e il promoter fino al locale, in cui il Prox entra per un free look. Pochi secondi dopo ne esce entusiasta e, non raccogliendo i consensi miei e di Michele, torna dentro solo (200Kc). Passa qualche minuto e riecco Prox uscire dal locale in estasi. Nessuno sa bene cosa sia accaduto là dentro, ma il listino prezzi che aveva in mano il Prox era abbastanza eloquente. Una sola promessa: "domani caccio li soldi dal bancomat". Verso l'ostello, a piazza Vinceslao, altra scena topica. Dei pazzi irlandesi, forse amici di quello del night club, ubriachi come zampogne, strillano e denudano un loro compagno mentre si rotola a terra. Mentre arriva la polizia ceca per sedare gli animi, Michele, con estrema disinvoltura, si sdraia per terra anch'egli (poco distante) per immortalare una scultura di dubbio gusto (una specie di pinocchio di legno con un pisello grosso come una gamba). Destino ha voluto che proprio in quel mentre passasse di lì uno di quei barboni che passano il giorni in ginocchio per chiedere elemosina. Visto il Desmo in quella posizione, senza alcuna esitazione, si sdraia per terra anche lui esattamente davanti all'obiettivo della macchina fotografica. Ilarità generale, colta anche dai poliziotti che però, rivestito l'irlandese, se ne vanno a tutta birra. Sul finire della serata, rimaniamo bloccati fuori dalla porta dell'ostello (sono le 03.20 e non si vede nessuno); prima però che ci colga la disperazione, un altro irlandese, ubriaco come una spugna, bussa sulla finestra e sveglia la ragazza della reception e siamo di nuovo al riparo. NOTA del 20 Agosto: Colazione comprata al supermercato causa assenza totale di Bar a Praga. Visita al castellone praghese e pranzo con Hot Dog Giant da 35Kc l'uno; comodissimo perchè il pane non è tagliato ma è cavo (scaldato dall'interno da un picchiozzo caldo) e il wurstel dentro il buco. Il castello è molto bello, la visita panoramica è stupenda. Leszek aveva detto che Praga è la sorella di Cracovia, io credo invece che sia la sorella di Parigi. Di ritorno dal castello visito il museo di Kafka, mentre Prox e Michele aspettano fuori davanti ad una fontana con due uomini che fanno pipì. Il museo è molto interessante e suggestivo, per quanto privo di grossi reperti. Più che altro ci sono manoscritti, ma il pezzo forte è la scenografia molto suggestiva e curata. Decidiamo di tornare a piedi ma al mercato ci coglie l'acqua così prendiamo la metro. La cena lussuosa che ci eravamo prefissati si è trasformata nel classico panino del supermercato. Ceniamo in camera e dopo il lauto pasto ci prendiamo una bella botta con una bottiglia di assenzio acquistata dal Prox. Il tasso alcolico altissimo (70%) ci manda totalmente fuori testa e passiamo la serata a cantare come pazzi con la chitarra, semi nudi sui letti e per terra. Prox si addormenta presto dopo il primo bicchiere di assenzio, dicendo sempre in modo più sommesso "vestimoce che dovemo anna a mignotte". Recitando queste parole, che presto si strasformano in "spegnete 'sta cazzo de luce", si addormenta definitivamente. Segue una breve dichiarazione del Prox stesso. - PARLA IL PROX - Sabato 20 Agosto - Praga: Ultima notte a Praga!! Nella più nera solitudine attraverso momenti di profonda inquietudine nei quali il mio animo viene lacerato da innumerevoli dubbi e dissidi interiori. Alla fine raggiungo quello che gli alcolisti chiamano "momento di lucidità" e ripenso alle lezioni imparate leggendo i decadenti, D'Annunzio, Infatti il postribolo non fa parte di quella seria di ambienti che si possono definire sicuri!! Comunque in men che non si dica mi ritrovo in strada e mi dirigo velocemente verso la meta incurante dei molti pericoli che le strade di Praga servano per un singolo individuo che ha in tasca un portafoglio con dei soldi. Per sicurezza lascio il passaporto e la fedele Poste-Pay in un luogo sicuro! Nel giro di 5 minuti sono a piazza Vinceslao e sono letteralmente inglobato nella vita notturna di Praga. Un negretto mi offre hashish e le droghe più disparate, incontro qualche tranalozzo lungo le strade ma non indugio neanche un istante, anzi affretto il passo e mi dirigo velocemente verso il caleidoscopio della fica. Il negretto incontrato la sera prima che ci aveva scortato nel postribolo mi riconosce immediatamente, accenna un sorriso e mi riaccompagna all'ingresso dell'edificio. Stranamente mi sento a mio agio: con una certa disinvoltura pago il ticket di ingresso (300Kc) e salgo le scale che mi conducono nella sala principale (l'unica). L'atmosfera è rovente, c'è molta gente, più della sera precedente. Inizialmente fatico ad orientarmi anhe se la struttura dell'ambiente è molto semplice e dozzinale. Comunque non fatico troppo a trovare il palco dove una grandissima porca sta eseguendo uno streep. Come un derviscio si contorce intorno al palo o pertica, che inumidisce con i suoi umori vaginali. Subito rimango stordito da siffatte forme che sinuose si muovono dinanzi a me, che con occhi "scoppati" divoro ogni centimetro di ???. Una signra di una certa età (sulla 60ina) mi porge due asciugamani incellofanati, uno dei quali lo utilizzerò per lavarmi le ascelle in un bagno di delicata fattura. Finalmente entro nella camera, una piacevole musica di sottofondo ... fine del testo scritto dal Prox E' importante sottolineare che il Prox ha chiesto esplicitamente di non leggere il suo scritto prima che fossimo tornati in patria. Così sia io che Michele abbiamo rispettato la richiesta e siamo rimasti ignari delle imprese notturne del Prox (la cui veridicità è tuttora in discussione) per tutto il resto del viaggio. Il testo termina in modo brutale perchè mentre il Prox stava finendo di scrivere le francesi di cui alla pagina successiva, ci hanno invitato a giocare a carte, e ovviamente lui, preso dalla smania dell'invito, non è neanche arrivato al punto della frase. Un po' lo invidio, avrei anche io voglia di rientrare. Io e Michele invece domani andiamo a Francoforte, per poi ripartire per Parigi alla volta del Louvre. Il distacco dal Prox è stato reso ancora più problematico dal fatto che oggi, ultimo giorno a Praga, siamo riusciti finalmente a fare amicizia con due belle ragazze: Aurelie e la sua amica. Sono francesi, di Limouge, nel centro della francia. Abbiamo anche giocato insieme ad un gioco di carte francese (una semplificazione della scala quaranta). E' stato un ottimo inizio, ma quest'Interrail, ormai ci siamo abituati, è caratterizzato da un pessimo tempismo. Peccato perchè erano molto carine e simpatiche, potevamo almeno chiedergli l'indirizzo email. Fatto sta che ora il Prox è partito e a noi spetta il compito di dare questo viaggio un degno epilogo. RICORDI DELL'ABRUZZESE MONCO: "Se avete tempo, visitate Zakopane, ve lo consiglio proprio" "La Cortina della Polonia... Zakopane!" "Zakopane, ricordatevelo" "1200 metri, Zakopane" "Si spende poco e si sta bene, Zakopane" "Se vi capita, andateci! Zakopane" Francoforte Indice 22 Agosto - FRANCOFORTE - Km 5850 Arriviamo a Francoforte alle 07.21 circa, dopo un viaggio abbastanza confortevole (rispetto agli altri), sebbene siamo riusciti a dormire poco, soprattutto io. Arriviamo a Francoforte alle 07.21, con ben 60 minuti di ritardo. Assolutamente sconvolgente dato che il treno era della tedeschissima DB. Probabilmente il macchinista e parte dell'equipaggio sono stati processati sommariamente in stazione e giustiziati sul posto con rito abbreviativo. Lo ricorderanno come un buon macchinista. Salutata Tricia (o come diavolo si scrive...) ritiriamo 200€ dalla carta di Michele (se non avesse funzionato a Francoforte, capitale europea delle banche, saremmo dovuti fuggire a casa col primo treno). Poco dopo però riecco la statunitense in ciabatte davanti ad un Internet Point automatico alle prese con l'email. Le faccio mandare un sms alla sua amica inglese a Parigi (...) e la salutiamo di nuovo, stavolta definitivamente. (nella borsa che le avevano rubato c'era anche il cellulare). L'ufficiale di pattuglia nel furgoncino bianco verde della polizia tedesca però lo avvista e lo raggiunge prontamente, ammonendolo severamente per l'infrazione commessa prima in tedesco, poi in inglese. Quando raggiungo il luogo del crimine, il Desmo impallidito stava subendo l'invettiva del gendarme teutonico, che usava ciclicamente e con tono severo da dietro gli azzurrissimi occhi di ghiaggio, parole come traffic lights, understand e can't cross. C'è un percorso da seguire sulla mappa, che guida i turisti nei punti più interessanti della città. Il centro storico è abbastanza deludente, sebbene alcuni palazzi siano proprio belli; la parte invece più interessante è la cosidetta via delle banche, in cui la banca meno importante è ospitata in un edificio di 18 piani. Gli alti palazzi di cristallo dominano il centro della città e nella Main Tower, che ospita guarda caso una banca molto importante, è possibile salire fino alla terrazza panoramica. Decidiamo di salire (4,50€ io e 3,00 lo studente). L'atrio è molto lussuoso e del personale in giacca e cravatta ci riceve con ampi sorrisi. Vestiti come zingari e reduci da una notte insonne, ci avviamo al check in. C'è un metal detector e i due addetti alla sorveglianza sono molto attenti a controllare tutto. La kapò di turno perquisisce lo zaino del Desmo ed impugnata la scatoletta di sardine puntualizza: "Fish?". Il Desmo, al momento seminudo alle prese con i suoi beni sparsi per il tavolo, imbarazzato cerca di spiegare che sono sardine e non tritolo. Saliamo in ascensore, vera attrazione del palazzo, quasi più della terrazza. Spazioso e confortevole sale ad una velocità massima di 18Km/h gli oltre 190mt di altezza dell'edificio, il tutto segnalato da un display a cristalli liquidi. Beeello! Ovviamente c'era anche l'elegante liftboy, o meglio liftgirl anche lei in giacca e cravatta. Pranziamo alla stazione, nel "solito" bar, con il solito Bratwurst da 1,90€ (che prima di aver visto la Polonia ci era sembrato molto economico) e facciamo conoscenza con un altro grande personaggio. In realtà stavolta è Michele a intavolare un discorso, mentre io sono al bagno. Si chiama Andreas, è di Heidelberg, sulla sessantina. Desmo in seguito lo soprannominerà il "pederasta", per l'atteggiamento invadente nei suoi confronti (pare anche che l'abbia accarezzato). Dopo una pantomima di 2 ore ci invita con insistenza a visitare Heidelberg e aggiunge che ci potrebbe anche accompagnare. Va a procurarci anche un giornaletto con tutti gli orari della Germania, ma con molta fatica lo convinciamo che non abbiamo intenzione di andare e ci lascia soli. Restiamo un po' a parlare con una ragazza chiamata in causa dal pederasta per sapere come si dice in inglese qualcosa..., la quale concordava con noi sul fatto che l'amico in comune fosse abbastanza fuori di testa. Certo anche lei non è da meno: dice di chiamarsi Marta e di abitare a Berlino, a sud dell'anello. Viaggia da sola con una cannucciola di 2mt e uno zaino pieno di oggetti folkloristici. E' stata in Spagna, ha le gambe più pelose di quelle di Michele. Alla fine è anche simpatica, chiacchieriamo un po', poi se ne va. (Nota: ci lascia lo zaino mentre va al bagno del McDonald's; le chiedo come mai si fidi di noi così ciecamente e risponde che tanto nello zaino non ha niente di importante...). Passiamo un'oretta sulla panchina della stazione, ma poi scappiamo via per un sospetto pacco bomba (un signore arriva, lascia la valigia sulla panchina e sparisce per più di 10 minuti). Ceniamo con la pizza più cattiva dell'Interrail (ci è capitato durante il viaggio pomodoro cattivo, pasta cattiva, mozzarella cattiva, ma non tutte e tre insieme!). Dopo la pseudo cena ci ritroviamo nel quartiere erotico di Francoforte (insospettabile) dove delle tardone un tempo belle donne tentano di adescarci nei rispettivi postriboli. Telefoniamo a casa da un phone center per comunicare a casa notizie false e tendenziose sul nostro stato di salute e ci avviamo alla stazione. Finalmente arriva l'ora della partenza e ce ne andiamo dalla Germania. Di nuovo a Prigi Indice 23 Agosto - PARIGI - Km 6976 A Parigi la stanchezza e il sonno sono davvero forti. Ovviamente la camera non è pronta prima delle 15.00. Non facciamo altro che bighellonare qua e la per l'ostello, addormentandoci su sedie e tavolini per tutto il tempo. Riusciamo anzi a fare spesa e a scaricare le foto all'Internet cafè, ma niente di più; specie dopo pranzo la bambola è totale. Ottenute le chiavi della camera, facciamo la doccia e collassiamo sul letto dalle 16.00 alle 21.00. Svegliati dalla fame andiamo ad elemosinare un Kebab da un negozio che stava chiudendo. Ci serve invece un Kebab imperiale, con patatine e ketchup, servito su un piatto con tanto di acqua compresa nel prezzo (4€ cad). Finito di mangiare provo ad intavolare un discorso col gestore e gli chiedo se il negozio sarebbe rimasto aperto tutta la notte, facendo riferimento all'insegna esterna "no stop". Con il mio pessimo francese però, e con l'aiuto di un Desmo sottotono, il simpatico gestore capisce che avevamo intenzione di aprire un negozio di Kebab a Parigi prima e, dopo ulteriori precisazioni, che forse avevamo intenzione di acquistare la sua attività. Finisce tutto con ampie risate e una totale incomprensione da ambo le parti. Passeggiamo un po' per Clichy e poi ce ne andiamo a dormire di nuovo. Domani torneremo al Louvre! Finalmente il Louvre Indice 24 Agosto - PARIGI - Km 6976 Però la bellezza del museo è sconvolgente. Per me prima su tutte le opere per impatto emotivo è Amore e Psiche, davanti alla quale non nascondo di essermi commosso. Ma di assoluto rilievo anche la Nike di Samotracia, lo scriba accovacciato, la Venere di Milo, il codice di Hammurabi, per non parlare della Gioconda e degli altri quadri di Leonardo. All'ingresso del Louvre Michele indignato perchè non è stata la Nike la prima cosa che abbiamo visto. Simbolo dell'ingrsso del Louvre in ogni servizio di Alberto Angela, la Nike di Samotracia sta solo in una delle 3 scalinate d'ingresso ed essendo noi saliti in una delle altre due, ci siamo rintornati ed abbiamo solcato le porte del Louvre dalla scalinata più famosa. CONSIDERAZIONI SUL PROX: Praga, ore 10.00 del mattino, ultimo tentativo di convincimento del Prox. "Dai vieni con noi, si tratta solo di due giorni in più, che ti costa? Vieni a vedere il Louvre!" Risposta del Prox, studente di Conservazione dei beni culturali al terzo anno: "Frega un cazzo del Louvre! Me ne vado a casa, a dormì sul letto mio, a cagà sul bagno mio! Frega 'n cazzo del Louvre!" Impossibile commentare una tale risposta; anche Michele è d'accordo con me sul fatto che il Prox abbia fatto una cazzata. Dovevamo restare insieme fino all'ultimo. E' impossibile nascondere un po' di amarezza per la scelta del Prox. Usciti dal Louvre, intrappolati nel cortile interno per non si sa quale motivo della milizia francese, che aveva barricato tutto il perimetro, mangiamo un panino sul bordo della fontana interna, poi dopo un po' prendiamo la metro e andiamo alla stazione per fare i biglietti. MAZZATA - Stanchi morti e il sottoscritto anche con un discreto mal di testa arriviamo con la metro a Parigi Austerliz verso le 20.00. Alla biglietteria però ci danno la mazzata finale. Non c'è posto sui treni per Roma nè domani, nè dopodomani, nè per il 27. Passiamo un'ora a ragionare sulle possibilità di viaggio, ma anche con treni scomodissimi, con 5 cambi, non c'è verso di andare a Roma. Dobbiamo fare i conti anche con le disponibilità economiche, giunte ormai agli sgoccioli. Parliamo praticamente con tutti gli operatori della biglietteria che ci ripetono tutti la stessa cosa: non c'è posto. Alla fine decidiamo di prenotare 2 posti letto (40€) per un treno notturno del 26 che arriva fino a Milano. Arriviamo a Milano la mattina presto, di sabato, e da lì dobbiamo trovare un treno qualsiasi che ci porti a Roma o il più vicino possibile a casa. Possibile che non ce ne sia neanche uno?? Torniamo dalla bigliettaia, una nuova, la quale ci dice che per quella prenotazione dobbiamo tornare il giorno dopo, perchè adesso non è possibile. Infuriati come bestie torniamo dalla bigliettaia nera, quella che ci stava più simpatica, e fortunatamente lei ce l'ha fatta. Pago così 40 euro di biglietto per Milano e mi restano poco più di 50 euro nel portafoglio. E' tutto quello che ho, sono proprio al verde. Simile è la situazione di Michele (50 euro più o meno). Torniamo a Clichy morti di stanchezza e paura per la situazione attuale (in biglietteria abbiamo passato veri momenti d'angoscia) e ci mettiamo alla ricerca di una kebabberia dove spendere begli 8 euro. Inevitabilmente ci perdiamo e vaghiamo per Clichy per almeno un'ora. Chiediamo infine informazioni ad un poliziotto ritroviamo la strada dell'ostello, con un Kebab caldo in mano (il Kebab d'asporto costa 50 centesimi in meno). All'ostello accettano di farci rimanere una notte in più, anche se dobbiamo cambiare stanza (620->512). Mi partono così altre 40 euro, e resto praticamente a secco (4€). Decidiamo di telefonare a casa e di farci caricare un po' di soldi sulla carta di Michele, causa questo imprevisto del cavolo. Mamma ci avvisa che domattina caricherà 200 euro. Speriamo che funzioni! Giornata molto intensa. La rincontriamo in una sala della sezione egizia in compagnia di un giapponese. La donzella per consultare la mappa si accovaccia per terra mostrando dutte le sue grazie da sotto la gonna. Michele nel pallone più completo reisce ad immortalare quella posizione, quando ormai la situazione aveva raggiunto il massimo della temperatura! La quiete prima della tempesta Indice 25 Agosto - PARIGI - Km 6976 Giornata piovosa. Ci siamo svegliati tardi e siamo andati a fare la spesa. Con 12€ ci siamo portati via 2 buste di cibarie per 4 o 5 pasti... ma non sapevamo quanto ci saremmo rimpianti un normale Kebab da 4€. L'ora di cena arriva presto, senza che riusciamo a fare niente di costruttivo. In linea con il pranzo, ci cuociamo per cena una scatoletta di fagioli con maiale (il famoso "verre de vin" di Carcassonne) al microonde. Dopo la seconda cotta al forno a microonde il piatto ha un aspetto marrone, i pezzi sono poco distinguibili anche perchè la gelatina usata come collagene si è sciolta e ha formato una brodaglia traboccante dal piatto. Piano piano distinguiamo fagioli, cotiche, carne bianca non bene identificata e salsicce di sanguinaccio. Un vero e proprio schifo inverecondo. Mentre Michele soddisfatto effettua la scarpetta nella gelatina sciolta, a me vengono i sensi di vomito, malgrado non sia mai stato di gusti sofisticati. Decidiamo di uscire dopo cena, andiamo a fare le foto al Moulin Rouge prima, poi andiamo con la metro a Lamarck dove Michele acquista per 2€ la preziosissima preservativa, il cui funzionamento è ancora ignoto. Il coinquilino di turno è un certo Patricio, del Cile. E' molto simpatico, mi fa ripensare a Mario (Bakemar). La vignetta della serata è dovuta ad una mia premura di chiudere la porta mentre il cileno rimane solo a dormire in camera. Al che Michele esclama "che hai paura che te lo portino via?" Da qui siamo degenerati presto al furto del cileno ad opera di malviventi e noi dietro ad esclamare frasi del tipo "Ridateci quel cileno! L'abbiamo visto prima noi!" La quiete dopo la tempesta Indice 26 Agosto - PARIGI - Km 6976 E' già stata in Danimarca e in Italia. Bella donna (sulla quarantina), ha gli occhi azzurri chiari e i capelli biondi a caschetto. I suoi modi di fare mi ricordano molto Susan. Oggi vorrei andare alla torre del Monparnaso se riesco a convincere Michele. Vediamo un po'. 14.41 Siamo andati alla torre del Monparnaso. E' stupendo! Si sale con l'ascensore fino alla terrazza e da lì si vede tutta Parigi. E' uno spettacolo unico. La qualità dell'ascensore e della terrazza è di gran lunga inferiore a quella della Main Tower di Francoforte, ma il panorama è da brivido. Si vede molto bene la torre Eiffel, Montmartre, il Louvre, Notre Dame, Saint Soulpice, la scuola militare, Invalides, il Sacro Cuore, l'Arco di Trionfo, le stazioni... insomma tutta Parigi! Al negozietto del piano attico ho comprato per 2€ la palla di vetro con la neve per Monia, tristissima! Ma è il pensiero che conta. Riscesi dalla torre ci siamo presi un bel Kebab con patatine lì sotto, poi siamo tornati in ostello dato che il tempo è incerto, ogni tanto piove, e non sapevamo che fare. Come solito ci ha assalito un sonno mortale, e non sappiamo dove sbattere la testa fino alle 20.00 di stasera, quando abbiamo il treno per Milano... Milano, ma he cazzo andiamo a fare a Milano...?? speriamo bene. 20.34 IMPREVISTI Passiamo praticamente l'intero pomeriggio a non fare niente, lamentandoci della lunga attesa che dovevamo sopportare prima della partenza per il treno. Giunte finalmente le 18.45, decidiamo di lasciare l'ostello, pur sapendo di essere ancora molto in anticipo. L'uomo alla reception ci congeda con un "bye" che era molto simile ad un ben più familiare "Frega 'n cazzo", ma, zaini in spalla, rieccoci di nuovo in strada. Scendiamo alla metro di Mairie de Clichy, dove comincia il dramma. Ora noi dovevamo andare da Mairie de Clichy a Bercy, cioè dovevamo attraversare tutta la città in pratica e avevamo meno di un'ora. Il tempo, tanto lento fino a quel momento, comincia a correre di brutto. Impugnamo la cartina degli autobus ma è più facile capire la relatività ristretta di Einstein. Usciamo di fuori sperando in un colpo di fortuna ma niente, non si vedono autobus. Fermo una signora che stava uscendo dalla metro e le chiedo se la metro era ripartita, lei mi dice di si e mi dice che non dovremmo avere problemi. Torniamo di corsa alla stazione della metro ma niente, non arriva nessun treno. Torniamo allora dalla bigliettaia nera anglofoba e le chiediamo spiegazioni in una lingua molto simile all'Esperando. Ci dice che non arriva nessun treno e che andare a Bercy in autobus è "tres complichè". Puttana... Tutta via ci prende i biglietti, che per giunta non ci funzionavano più malgrado li avessimo comprati 5 minuti prima, e comincia a scriverci sopra che erano validi per l'autobus e ci dice di andare con l'autobus a La Fayette, poi da lì a piedi fino a Saint Lazare e da lì con la metro (che forse funzionerà) fino a Bercy. Arrivare in tempo in queste condizioni è impossibile, si affaccia il baratro di un'altra notte a Parigi, perdendo tutte le prenotazioni per il treno. In quel mentre vede dal monitor che invece sta arrivando il treno e ci esorta ad entrare. A questo punto Michele, intrappolato come me al di quà della grata, al limite della tensione sbotta: "Ma come cazzo faccio!? Apri 'sto cancello!" indicando con ampi gesti la grata d'acciaio. La bigliettaia apre le porte e ci lascia entrare, comprendendo il nostro disagio, pur non spiegandosi come mai non funzionavano più i biglietti appena acquistati. Tempo un minuto e arriva il treno. Saliamo di forza nella gran massa di francesi che c'era dentro, con tanto di zaini enormi e chitarra, e cominciamo il viaggio. Il treno va lento e ogni tanto si ferma. Passiamo alcuni momenti di vero panico, anche perchè non sappiamo cosa diavolo stia succedendo. All'altezza de La Fourche il treno inchioda bruscamente e una voce roca parla dall'altoparlante. Mi traduce un gentile ragazzo che il conducende vuole provare se funzionano i freni e dovremmo stare fermi qualche minuto. Pazzesco! In tanti anni che prendo la metro non mi è mai capitato di dover aspettare che il macchinista provi i freni! Comunque dopo un po' ripartiamo e arriamo a Saint Lazare dove tiriamo un gran sospiro di sollievo. Il treno automatico per Bercy non da problemi e arriviamo in tempo al treno per Milano nella sperduta stazione di Bercy. Ora stiamo viaggiando da una mezz'oretta, siamo nella cuccetta in compagnia di due ragazzi di Milano (antipatici), una donna di Torino che ha anche una casa a Parigi e un signore francese. Stiamo andando a casa! nota: La bigliettaia non ha finito di scrivere sul biglietto di Michele, nella concitazione del momento. Rientro a casa Indice 27 Agosto - MILANO - Km 7830 Il viaggio è andato via abbastanza bene, le cuccette erano strette ma comode; sicuramente meglio di quelle tra Berlino e Danzica. Alla stazione di Milano andiamo in biglietteria per cercare un treno per Roma o Terni. La bigliettaia ci dice che possiamo prendere l'IC delle 08.48 per Reggio Calabria, senza pagare supplementi, ma che dobbiamo andare al servizio informazioni per farci "validare il biglietto", perchè lei non lo poteva fare. Ignari dell'operazione richiesta, andiamo allo sportello della clientela, scambiandolo per il servizio informazioni, perplessi per il fatto che poco prima un controllore pazzo ci aveva fatto scendere dal treno in partenza per Roma, un IC, perchè sosteneva che avevamo bisogno di un biglietto in più. Al servizio informazioni anche l'addetto anziano non sa cosa significhi "validare un bigietto" e dubita dello stato di salute della bigliettaia. In compenso è convinto che dobbiamo fare un bigietto normale per Roma, scontato al 50%. Si assenta per un po' di minuti, lo vediamo discutere animatamente con il signore dell'accoglienza, che intanto aveva chiuso il suo sportello ed era venuto al servizio informazioni, incuriosito dalla nostra vicenda. L'addetto anziano torna più confuso che persuaso e, mostratigli i biglietti che ci avevano fatto a Terni, all'andata, con uno "sconto del 100%", si convince che non dobbiamo pagare niente perchè il nostro biglietto interrail è globale e prima non se ne era accorto (balla, glil'avevo detto io più volte). Precisa comunque che non è che possiamo andare in giro in Italia come ci pare: il biglietto è solo per tornare a casa. Poco male, i prossimi giorni li passeremo a dormire! nota: viaggio Parigi-Milano Il controllore pazzo ci prende i biglietti e le carte d'identità e ce li restituisce la mattina dopo. Notiamo che ha bucato il biglietto Interrail, tra l'altro nella zona in cui c'è scritto "timbro di emissione". Ovviamente non doveva farlo, il buco va fatto sul blocco apposito che abbiamo provato inutilmente a dargli la sera prima. Neanche in Polonia si sono sbagliati! Neanche i russi, che neanche capiscono l'idioma. Lui, l'unico in grado di capire le scritte sul biglietto, ha bucato sul posto sbagliato! Ha bucato un abbonamento. 10.21 Siamo sul treno per Roma. Stiamo tornando a casa. Ci siamo dovuti spostare più volte a causa di un problema di posti (guarda caso siamo in Italia). Comunque adesso abbiamo uno scompartimento da 6 tutto per noi 2. Abbiamo superato Parma da un po'. Dovremmo arrivare a Roma alle 14.00. Michele sembra che dorma, ora ci provo anch'io. Faccio veramente schifo. Ho la barba lunghissima e puzzo come una capra. Stasera farò la doccia a casa. Non mi pare vero. nota sulla metro di ieri: Michele propina puntuale la stessa esclamazione di Carcassonne: "siamo in mezzo a qualcosa di grosso!" (Rif. al pacco bomba) MESSAGGIO DA MANNI: "Mi ha detto Carlocuccio che siete bloccati in Svizzera" - No comment Disinformazione dilagante... 13.49 Stiamo per arrivare a Roma Tiburtina. Sono passati 3 controllori. La seconda ha fatto un po' di storie per il biglietto, dicendo con aria minacciosa che sarebbe andata ad informarsi, ma non è più tornata. Le informazioni che a casa hanno di noi sono molto confuse e gonfiate, meglio così, non abbiamo intenzione di dare troppe spiegazioni! ARRONE - Km 8538 Indice |